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Attacco a Daraa - Videoreportage

Siria:le sanzioni e l'appello all'Italia 23 aprile, 17:09

videoreportage di Claudio Accogli

Un attacco mirato a colpi di Rpg e armi automatiche, forse mitragliatrici, una reazione delle forze di sicurezza "assurda, incredibile, a tratti inquietante": non hanno dubbi gli esperti civili e militari contattati dall'ANSA sulla dinamica dell'attentato a Daraa, 100 km a sud di Damasco, il 20 giugno scorso, contro il convoglio che trasportava l'inviato dell'agenzia, costato la vita a un agente del cerimoniale della città. (FOTO Daraa presidiata dai militari)

"Si tratta di un razzo a carica cava, lanciato con tutta probabilità con un'arma mobile", spiega Paride Minervini, uno dei massimi esperti italiani di balistica, autore tra l'altro delle perizie sulla morte di Ilaria Alpi e quella di Nicola Calipari. Dopo aver visionato il video girato pochi secondi dopo l'esplosione, assicura che l'auto che apriva il convoglio, una Opel del cerimoniale di Daraa che da mesi scortava i convogli con le personalità politiche e militari siriane, gli osservatori Onu e i giornalisti stranieri che visitavano la città, è stata prima colpita dal razzo Rpg "che ha prodotto un buco molto visibile, perché la sua alta temperatura fonde quello che colpisce, accompagnato da una rosa di fori causati dalle schegge".

Il razzo è partito dalla destra del convoglio, "da non più di 200 metri", probabilmente "dal bosco che si staglia parallelamente alla strada". Per quanto riguarda i colpi successivi all'esplosione, "si tratta di armi automatiche", confermano anche fonti militari, sulla scorta delle immagini, nelle quali si sentono distintamente le raffiche. Un dettaglio di cui ha parlato anche l'agenzia di Stato Sana: "Gruppi terroristi armati hanno aperto il fuoco contro il convoglio", una notizia rilanciata dalle tv di Stato. Altre fonti militari italiane ipotizzano che la prima esplosione sia stata causata da una "mina direzionale", un ordigno collocato sul lato della strada caricato con "biglie di ferro". 

"No, è un razzo Rpg - ribadisce Minervini -, la traiettoria, come si desume dalle immagini, è dall'alto verso il basso". E che la traiettoria fosse questa lo conferma anche il ferimento di un altro agente, che si trovava sul sedile posteriore, anche lui sul lato destro come l'ufficiale rimasto ucciso, colpito a entrambe le gambe: "E' una ulteriore conferma della tipologia dell'arma usata e della sua traiettoria", conclude l'esperto. Una ricostruzione che coincide con quanto non è stato immortalato dalla videocamera ma resta indelebile nella memoria: l'auto che apriva il convoglio è stata investita da una esplosione, poi da una densa nube di fumo bianco, mentre i cavi elettrici dei tralicci che costeggiavano la strada scoppiettavano a terra. Subito dopo le raffiche, che ci hanno spinti a voltare a sinistra, per trovare un riparo sicuro dietro al muretto di una casa. A quel punto, gli agenti della sicurezza hanno riferito che la propria auto, la Toyota che chiudeva il convoglio, era stata colpita da un secondo Ied. Ma l'auto che viene fatta arrivare sul posto dell'attacco per dimostrare questa tesi è un'altra, non è quella della scorta ma un'auto di diverso modello, che non faceva parte del convoglio, danneggiata sul fianco sinistro. L'analisi dettagliata delle immagini lo conferma. Le fonti militari italiane sottolineano che "la strada è deserta, siete stati colpiti dopo una curva, quando le auto del vostro convoglio sono state costrette a rallentare".

E tutti gli esperti, militari e civili, concordano che subito dopo l'attentato, "la reazione delle forze di sicurezza (a bordo della terza auto, ndr) che arrivano di corsa verso il luogo dell'esplosione è assurda, contraria a ogni tipo di logica militare in una situazione di questo tipo". "O sono dei pazzi o sono sinistramente tranquilli", chiosa un altro militare di lungo corso e grande esperienza.

L'attacco è costato la vita al capitano Anas Mousa, 32 anni, padre di tre figli, impiegato al cerimoniale. Ogni tentativo di avere dalle autorità siriane un resoconto dettagliato di quanto accaduto il 20 giugno a Daraa non ha avuto successo, né è dato sapere quali siano le condizioni degli altri tre agenti feriti, che si trovavano tutti a bordo dell'auto colpita.

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