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WikiLeaks e lo tsunami Assange

Le rivelazioni che hanno sconvolto il mondo e la vicenda giudiziaria dall'hacker-guru Julian Assange

14 ottobre, 09:55
Julian Assange Julian Assange
WikiLeaks e lo tsunami Assange

di Claudio Accogli

ROMA - Julian Assange, l'uomo dell'anno per i lettori di Time, per Le Monde, e per Rolling Stone Italia addirittura "la rockstar" del 2010, ha inondato il pianeta con i suoi file, lanciando l' "Operation Truth", per "scrivere un nuovo mondo ridefinendo la storia globale". Gli scoop iniziano ad aprile: il 5 Wikileaks pubblica il video top secret di un elicottero Apache americano che nel luglio 2007 spara su un gruppo di persone a Baghdad, uccidendo una dozzina di loro, fra i quali un fotografo della Reuters. Il video desta scalpore, ma non crea grandi polemiche, tranne quelle sul soldato Bradley Manning, che viene formalmente accusato di aver ceduto il file a Wikileaks , e finisce in carcere a Quantico, in Virginia. A luglio scoppia la prima vera "bomba": New York Times, Guardian e Der Spiegel pubblicano in contemporanea con il sito fondato nel 2006 dall'australiano un devastante rapporto sul "fallimento della guerra in Afghanistan", oltre 70 mila documenti e rapporti segreti militari americani dal 2004 al 2009 (altri 15.000 rimarranno chiusi nei computer) che descrivono "stragi di civili, morti per 'fuoco amico' e il "doppiogioco" dei servizi segreti pachistani in aiuto all'insurrezione talebana.

I file ''fanno emergere il vero squallore della guerra, e permettono alla gente di decidere se continuare a sostenerla oppure no'', spiega Assange. Il Pentagono apre un'inchiesta penale sulla fuga di notizie, e accusa il fondatore di Wikileaks di avere le mani "sporche di sangue" e di essere responsabile della morte dei soldati americani esposti a ''gravi rischi''. Dopo la 'release' Assange va in Svezia, dove stringe accordi con il partito dei pirati per la gestione dei server, e firma un contratto con un provider, che ha sede in un ex bunker sotterraneo a Stoccolma. Tra una conferenza e l'altra, il misterioso Julian, ossessionato dalla riservatezza e dalla sicurezza, sua personale e del suo staff, incontra due donne, con le quali fa sesso in diverse occasioni. In almeno due episodi, denunciano le due giorni dopo i fatti, l'australiano le ha pero' ''costrette'', o "prese nel sonno", a fare sesso senza preservativo. La Procura svedese spicca un mandato di cattura il 21 agosto.

Poi lo ritira, per poi diramarlo di nuovo a novembre, perche' Assange avrebbe rifiutato di rendersi disponibile per essere interrogato, circostanza smentita dalla difesa. L'australiano si consegnera' alla giustizia britannica il 7 dicembre, e dopo nove giorni di carcere gli verra' concessa la liberta' su cauzione, da "scontare" in una villa di campagna con tanto di braccialetto elettronico. "E' peggio della cintura di castita'", dice il fondatore di Wikileaks , in attesa della prossima udienza per l'estradizione, fissata a febbraio. Nel frattempo pero', la macchina di Wikileaks continua la sua corsa verso la "verita'": il 22 ottobre, uno dei nuovi partner di Assange - a Nyt, Le Monde e Der Spiegel si sono aggiunti Al Jazira e El Pais - rompe l'embargo. In rete finiscono quasi 400.000 documenti sulla guerra in Iraq. Il conflitto e' stato "un bagno di sangue con oltre 66.000 civili uccisi", e i militari americani "hanno chiuso gli occhi" di fronte a torture ed eccidi commessi dall'esercito iracheno, "sporcandosi le mani" direttamente con la morte di civili inermi mandati a verificare la presenza di mine sulle strade o sparando a insorti che si erano arresi. Poco dopo, l'australiano dice di "temere per la sua vita", e annuncia l'intenzione di chiedere asilo politico in Svizzera, unico Paese insieme a Cuba e Islanda dove lui e il suo staff si muovono "in tranquillita'". Il 28 novembre arriva "l'11 settembre della diplomazia" per citare le parole del ministro degli Esteri Franco Frattini. Online finiscono oltre 251 mila file dalle sedi diplomatiche statunitensi del periodo 1966-2010. La pubblicazione avviene con il contagocce, coordinata con i media partner di Wikileaks , e travolge le cancellerie di tutto il mondo. I media pubblicano i giudizi senza peli sulla lingua della diplomazia americana sui principali leader mondiali: Ahmadinejad? ''Nuovo Hitler''. Sarkozy? ''l'imperatore nudo''. Gheddafi? ''Procaci biondine come infermiere''. Karzai? "E' spinto dalla paranoia''. Merkel? ''Evita i rischi e raramente e' creativa''.

Infine Berlusconi: per lui ''feste selvagge''. Dai file emerge che Washington spia i vertici dell'Onu, centinaia di siti "strategici" in tutto il mondo, lavora per favorire le sue aziende e non risparmia critiche al vetriolo contro amici e avversari. E' un diluvio: Sarah Palin paragona Wikileaks ad Al Qaida. Il vicepresidente Usa, Joe Biden, lo paragona a un terrorista "hi-tech". Ma Assange va avanti. Esce dal carcere tra ali di folla, una schiera di vip lo sostiene. Ha ceduto un po' della sua riservatezza, ora si sa anche che e' nato il 3 luglio 1971. Dovra' anche scrivere la sua autobiografia, dice, per pagarsi le spese legali, e per questo ha strappato un compenso record da oltre 1 milione di euro. Il libro uscira' in primavera. Prima e' attesa un'altra ''bomba": "Rivolteremo una grande banca americana come un calzino". E' c'e' da credere che manterra' la promessa.

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