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Picasso dipinse anche sei carte da gioco

Studioso trevigiano Buso, nascoste nella grafica firma e data

19 settembre, 13:35
Picasso dipinse anche sei carte da gioco

Le carte da gioco ricorrono spesso nei quadri di Pablo Picasso, soprattutto nelle opere del suo periodo cubista. Di proprietà di una collezione privata italiana vengono ora alla luce sei inedite carte che il maestro avrebbe dipinto nel 1913 firmandole però solo con un gioco di scritte celate all'interno delle figure. A sostenerne l'attribuzione è Luciano Buso, studioso, restauratore e pittore trevigiano che da tempo è convinto dell'esistenza di una tecnica di scrittura nascosta vecchia di molti secoli, che sarebbe stata tramandata di bottega in bottega e praticata da tutti i grandi della pittura, fino a Klimt, Picasso e persino Emilio Vedova.

In queste sei carte inedite, sostiene Buso (che sull'argomento ha corso di pubblicazione il volume 'Firme e date celate nei dipinti da Leonardo ai tempi nostri') sarebbero presenti scritte celate un po' ovunque, con la doppia P di Picasso e la data, quella appunto del 1913, mimetizzate nella grafica dell'opera. Buso spiega di aver studiato in passato Guernica di Picasso e di aver trovato anche lì "scritte celate del nome dell'autore e comunque la stessa forma grafica e lo stesso modo di celare le scritte che vengono occultate sapientemente nella grafica compositiva dei vari motivi e soggetti rappresentati (nelle carte da gioco ndr)".

Per lui quindi non c'é dubbio, "a dipingere le carte è Pablo Picasso nel 1913". In una di queste, la carta n.2, c'é anche una scritta 'in chiaro' che appare in basso al centro: "in un primo momento pareva essere la firma ufficiale - dice Buso - in realtà indica con ogni probabilità la località dove sono state eseguite le opere o la committenza; appena sulla destra di questa scritta - continua - che pare essere 'Bettravia o Bettzavia', compaiono celate le iniziali concatenate del nome e del cognome dell'autore: 'PP', 'Pablo Picasso'".

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