In Campania si volta pagina, la formazione si fa… al lavoro

Il Consiglio regionale guidato da Paolo Romano accelera sul Piano per l’occupazione e dà il via libera al Testo Unico sull’apprendistato in azienda

04 luglio, 21:41
Il Consiglio regionale della Campania presieduto da Paolo Romano Il Consiglio regionale della Campania presieduto da Paolo Romano
In Campania si volta pagina, la formazione si fa… al lavoro

E’ una legge che potrebbe cambiare la vita di tanti giovani e meno giovani della Campania. E’ il Testo unico sull’apprendistato, un passo fondamentale per la formazione e l’inserimento nel mondo del lavoro, fiore all’occhiello delle politiche per il lavoro messe in campo dal Consiglio regionale della Campania.

Nel dettaglio si tratta di tre titoli e sette articoli che identificano quattro tipologie di apprendistato: per la qualifica e per il diploma professionale, professionalizzante o contratto di mestiere, di alta formazione e ricerca e per i lavoratori in mobilità. Lo scopo del testo e’ integrare il decreto legislativo 167/2011 e favorire l’incremento dell’occupazione di qualità rendendo l’apprendistato uno strumento privilegiato per l’accesso al mondo del lavoro da parte dei giovani e dei disoccupati. In questo modo, oltre a richiamare tre forme di apprendistato già conosciute, si identifica una tipologia totalmente nuova, quella per i lavoratori in mobilità.

Ma il percorso della legge parte da lontano. Una gestazione lunga, fino alla recente approvazione in Consiglio, che e’ servita ad arricchirla di nuovi spunti, opportunità e nuovi principi ispiratori. Gia’ a ottobre del 2010, a pochi mesi dall’insediamento del nuovo Consiglio, il varo di un piano di azione, ‘Campania al Lavoro!’, ha raccolto, per la prima volta in regione, tutti gli interventi in materia di incentivi alle imprese, specie quelle medie e piccole, e di sostegno alle fasce deboli - giovani, donne e disoccupati di lunga durata.

I primi bandi sono partiti gia’ nel febbraio successivo e hanno consentito l’attivazione di circa 17.000 nuovi contratti di lavoro con particolare attenzione, attraverso specifiche misure di sostegno alle aziende, ai giovani con un incremento del 40% dei nuovi contratti di apprendistato dedicato ai giovani.

‘‘Con le nuove norme – dice Romano - l’amministrazione regionale, che sin dal suo insediamento ha prestato particolare attenzione alle politiche del lavoro, ha segnato una tappa particolarmente significativa di un percorso destinato a creare nuove opportunita’ occupazionali stabili, specie per i giovani, ma non solo, in settori ritenuti strategici per lo sviluppo complessivo del sistema-regione’’.‘‘Noi miriamo a rimettere in circolazione tanti ragazzi che in qualche maniera si sono sentiti fuori dal mercato del lavoro – dice il presidente del gruppo consiliare Pdl, Fulvio Martusciello - attraverso anche un sistema di ritorno dei cervelli che sono andati via all'estero’’.

“La riforma – dice il presidente del gruppo consiliare Pd, Peppe Russo - riguarda un vasto bacino di lavoratori di eta’ compresa tra i 15 e i 32 anni, in una Regione, la Campania, che risulta essere anche nel 2011 la maglia nera in Italia, con il 51,1 per cento di ragazzi senza lavoro’’.

‘‘Viviamo una situazione kafkiana – dice polemicamente il capogruppo di Caldoro presidente, Gennaro Salvatore - da un lato, le performance positive che ci vedono, ad esempio, primi in Italia per una legge efficace ed innovativa in materia di apprendistato e che risponde alle esigenze dei giovani campani; dall’altra, un Governo che, ahinoi, continua a metterci i bastoni tra le ruote, distribuendo risorse non sulla base di comportamenti virtuosi, bensì di scelte, senz’altro discutibili, quando non scellerate, compiute in passato’’.

Critico invece il presidente del gruppo Italia dei Valori, Eduardo Giordano: ‘‘Giunta con poche e confuse idee. La nostra regione – dice Giordano - è al centro di una crisi occupazionale che, di giorno in giorno cresce sempre più provocando non solo violenza, ma angoscia e gesti estremi. Ciò non può essere accettato e di questo ne siamo tutti responsabili’’. Sempre dall’opposizione, arrivano le critiche anche del presidente del gruppo Pse, Gennaro Oliviero.

‘‘La Campania – dice– e’ in assoluto ritardo rispetto alle altre regioni per politiche di promozione del lavoro, investimenti e localizzazione degli interventi nel tormentato settore produttivo. Interventi e iniziative previste dalle normative vigenti e attivabili, in una logica integrata, sia con le risorse regionali e nazionali, sia con quelle dagli interventi dei fondi strutturali della Comunita’ europea’’.

Stempera i toni il capogruppo dell’Udeur, Ugo de Flaviis: ‘‘La Campania – dice - e’ stata tra le poche regioni italiane che ha cercato di arginare gli effetti della crisi economica mettendo in campo interventi strutturali come il Piano lavoro abbandonando la logica e la tentazione dell’assistenzialismo’’.

Per il presidente del gruppo Udc, Luigi Cobellis, un punto fermo e’ la creazione di nuovi posti di lavoro ‘‘di qualità’’.

‘‘Nonostante la crisi – dice - non possiamo accontentarci di puntare alla creazione di nuova occupazione, ma dobbiamo preoccuparci di crearne anche di buona. Perché di occupazione precaria, malpagata e senza sbocchi, ne abbiamo avuta fin troppa in questi anni’’.

‘‘Sviluppo e lavoro – conclude il presidente di Noi Sud, gruppo federato a quello di Caldoro Presidente, Sergio Nappi - non sono la bestia nera della Campania. La nostra regione ha specificità e strategicità tali da poter tornare a primeggiare nel Paese’’.

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