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Ritrovata a Hippos figura romana III sec

Durante scavo dell'universita' di Haifa in cittadella su lago di Tiberiade - FOTO

08 agosto, 18:00
Ritrovata a Hippos figura romana III sec

di Aldo Baquis

Abituati a lavorare talvolta anche di fantasia, archeologi dell'Università di Haifa hanno avuto un balzo al cuore quando, durante una nuova stagione di scavi a Hippos (Lago di Tiberiade) si sono trovati fra la mani una grande pietra di basalto: rivoltandola hanno scoperto al suo interno la figura di un abitante della città, presumibilmente un romano vissuto nel terzo secolo d.C.

"E' stata una scoperta davvero sorprendente" ammette il dottor Michael Eisenberg, il responsabile degli scavi.

La scultura, a quanto pare, era stata commissionata ad un raffinato artista locale per adornare una tomba. In seguito sarebbe stata rimossa ed utilizzata per rafforzare un muro di cinta.

Da quasi diciassette secoli la pietra era sepolta nel terriccio e adesso l' 'uomo di Hippos' fa viaggiare la fantasia degli studiosi che hanno notato anche una piccola iscrizione in greco. "Non è escluso che potremo decifrare il suo nome" afferma Eisenberg.

Nel secondo secolo a.C. , con la sua fondazione, Hippos si chiamava Sussita: sia in greco sia in ebraico il riferimento è ai cavalli.

La sua posizione era strategica: si trovava infatti su una altura a strapiombo sul Lago di Tiberiade, nelle alture meridionali del Golan. Nei secoli vi avrebbero vissuto abitanti di culture diverse.

Per gli archeologi si tratta quasi di un manuale di storia: durante gli scavi sono tornati alla luce imponenti edifici dell'epoca ellenica, romana e bizantina. A quest'ultima era risalgono i resti di quattro chiese.

Circondati da comunità semitiche (ebrei, nabatei e fenici) gli abitanti di Hippos si sarebbero in genere distinti, identificandosi piuttosto con la cultura greca.

Finora si supponeva che questa città fosse stata abbandonata in seguito ad un terremoto che la colpì nel 749 d.C..

Ma gli scavi più recenti hanno indotto Eisenberg a stabilire che si svuotò per un'altra ragione - tuttora sconosciuta - in periodo antecedente.

Si trattò comunque di un episodio drastico: da quel momento Hippos cadde nell'oblio, coprendosi di detriti e di vegetazione.

Cosa che negli anni più recenti ha consentito agli archeologi di tornare a scoprire una località quasi intatta nelle strutture generali, nel suo tessuto stradale e nei suoi edifici pubblici.

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