Effetto Pistorius, a ruba biglietti Paralimpiadi
Impennata delle vendite, Londra punta a battere Pechino
18 agosto, 15:10
Occhi lucidi, sguardo tremebondo. E' Oscar Pistorius prima della pistolettata d'inizio della semifinale dei 400 metri. Il velocista sudafricano è finito ultimo ma la vera vittoria era ovviamente un'altra. Mai come in questo caso contava partecipare più che vincere. Un giro di boa nella storia dei giochi olimpici che ora sta spingendo al massimo la vendita dei biglietti delle Paralimpiadi. L'effetto Pistorius ha infatti scatenato un incremento nell'interesse del pubblico e ai primi di agosto sono stati venduti 1,4 milioni di biglietti. In palio ne rimangono ancora 900mila. Un buon risultato - a Sydney gli spettatori furono 1,2 milioni e ad Atene 850mila - che, se il ritmo degli 10 giorni verrà mantenuto, potrebbe battere il record di 1,8 milioni fatto registrare da Pechino 2008. Non è dunque una sorpresa scoprire che la competizione più richiesta è proprio quella dove gareggia 'bladerunner'.
"Vogliamo che gli impianti siano pieni di spettatori", ha detto Tim Hollingsworth, capo della British Paralympic Association. "I nostri atleti non vedono l'ora di partecipare a quella che promette di essere la Paralimpiade più di successo di sempre". "Da quando sono iniziate le Olimpiadi il Paese è stato colpito da una vera e propria febbre da giochi e abbiamo notato un incremento nella richiesta dei biglietti", ha sottolineato. "Le vendite sono state più marcate rispetto a ogni altra edizione". Oltre all'effetto Pistorius c'é però anche da considerare la delusione di chi non è riuscito ad acquistare biglietti per le Olimpiadi e quindi ha deciso di ritentare la sorte alle Paralimpiadi. Circa 200mila biglietti sono stati infatti assegnati nel solo mese di giugno.
L'International Paralympic Committee ha poi rivelato che il traffico sul suo sito è triplicato dall'inizio dei giochi di Londra 2012. Gli organizzatori sperano a questo punto che anche le discipline meno 'prestigiose' possano contare su un buon risultato di pubblico. Insomma, per le Paralimpiadi Pistorius è dunque stato il miglior sponsor. Nato senza perone in entrambe le gambe, gli arti inferiori gli sono stati amputati prima che imparasse a camminare. Secondo i medici infatti l'operazione avrebbe aumentato le sue capacità di mobilità in età adulta. La sua storia personale ha onorato questa decisione. Pistorius, prima di darsi all'atletica, ha infatti giocato a rugby, cricket, tennis e pallanuoto negli anni del liceo. Quindi i 400 metri e in men che non si dica il record paralimpico. "Se penso dove sono arrivato mi metto a piangere", ha dichiarato al termine della corsa che ha incantato Londra; un novello Jesse Owens in un mondo dove i pregiudizi più che morire cambiano pelle.







