Prima pagina: Ansa.it Agenzia ANSA
Giochi Olimpici 2012 Live!Giochi Olimpici 2012 Live!

Videogallery

Fotogallery

La storia dei giochi olimpici

Primopiano

ANSA > Giochi Olimpici 2012 > Primopiano > News

Rivincita d'oro per Murray

Bronzo Del Potro, doppio alle Wiiliams

ko sua maesta' Federer, in altra Wimbledon Murray Re
ko sua maesta' Federer, in altra Wimbledon Murray Re

dell'inviato Armando Petretta

Una domenica così a Wimbledon la ricorderanno per molto tempo. E non solo perché il brutto anatroccolo Andy Murray, lo scozzese idolo di casa, quello che al momento buono gli trema sempre il braccino, si è scrollato di dosso tutte le paure trasformandosi per una volta in cigno con tanto di medaglia d'oro al collo a spese di Sua Maestà Roger Federer. Ma anche perché mai prima d'ora il tempio del tennis aveva visto così compromessa la sua sacralità fatta di tradizioni e bon ton. In entrambi i casi merito, o demerito, delle Olimpiadi e della loro diversità in uno sport in cui i ricchi montepremi dei tornei contano più di una medaglia. Che le cose potessero andare un po' diversamente dal solito anche sul campo lo si era capito già prima del match gettando uno sguardo sul Centre Court. Al posto delle signore della buona borghesia londinese con i loro bizzarri cappellini stile Ascot, ci sono orde di chiassose svizzere dalle guance dipinte di biancorosso. E nessuna traccia di impettiti lord inglesi in completo di tweed ma gruppi di tifosi con birra e bandiere del Regno. Perfino le rinomate fragole con la panna non tirano più come una volta: al loro posto spopolano pacchetti preconfezionati di sushi e pizza. In campo niente 'total white' come da tradizione per i due tennisti che giocano con le maglie delle rispettive nazionali, rossa per Federer, completo blu con bordini rossi per Murray. Fortuna che piove, altrimenti non sarebbe Wimbledon. L'unico a non percepire la differenza tra il torneo più antico e prestigioso del mondo e la sua versione olimpica (e più kitsch) dovrebbe essere un signore svizzero che da queste parti è di casa: si chiama Roger Federer, è tornato da poco ad essere il numero 1 del mondo, e quando si trova nel tempio del tennis (dove ha trionfato già sette volte) ha il vizio di vincere qualunque sia la posta in palio. E invece quello che va in campo é una sua lontana controfigura. Nulla a che vedere con la ferocia che solo tre settimane fa, proprio contro Murray, gli aveva consentito di vincere il settimo titolo sull'erba di Wimbledon e di tornare al vertice della classifica. Murray, il più timido dei 'Fab Four' che si spartiscono le vittorie che contano nel circuito Atp, mostra di avere ben altre motivazioni. Tanto è abulico lo svizzero, falloso come non mai col dritto, quanto è determinato e solido lo scozzese che accompagna col pugnetto ogni punto che conquista. Il resto lo fa il pubblico che trasforma il match in una corrida: battimani ritmati, esultanze da stadio, perfino qualche telefono che trilla. Ogni colpo del beniamino di casa viene salutato da un boato. 'Mur-ray Mur-ray' incita la folla a gran voce, roba mai sentita a queste latitudini, e quando nel primo set lo scozzese mette a segno il break del 4-2 lo 'yehhhh' che accoglie l'errore di Federer è degno più di un gol di Rooney all'Old Trafford che delle tradizioni di sportività e british style dell'All England Lawn Tennis. Insomma, è Wimbledon ma sembra di stare a Wembley. Dopo il primo set ci scappa perfino una ola. Il match dice poco: è un monologo di Murray che vince i primi due set 6-2, 6-1 molto facilmente incontrando qualche resistenza in più nel terzo, che chiude 6-4 in meno di due ore complessive di gioco. E' il trionfo, consacrato dalle note di 'God save the queen'. Mentre Federer esce mesto dal campo come mai gli era capitato prima a Wimbledon. Succede anche ai più grandi. Da domani ci si ributta nei tornei del circuito: a Toronto ci sono soldi e punti pesanti, altro che spirito olimpico. Ma intanto Andy l'eterno perdente per un giorno si gode il suo trionfo. Nell'altro Wimbledon è lui il re. Ma Wimbledon, quello vero, è un'altra cosa.

Sorpresa anche nella finale per la medaglia di bronzo, con l'argentino Juan Martin Del Potro che ha avuto la meglio sul serbo Novak Djokovic in due set per 7-5, 6-4.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Fotoracconti