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ANSA > Europei 2012 > Le Squadre > Polonia
Bandiera Polonia

Polonia

Polonia
Polonia
Il commissario tecnico
La rosa
  • portieri:
    Lukasz Fabianski (Arsenal/Ing),
    Wojciech Szczesny (Arsenal/Ing)
    Przemyslaw Tyton (PSV Eindhoven/Ola)

    difensori:
    Sebastian Boenisch (Werder Bremen/Ger)
    Kamil Glik (Torino/Ita)
    Marcin Kaminski (Lech Poznan)
    Tomasz Jodlowiec (Polonia Varsavia)
    Damien Perquis (Sochaux/Fra)
    Lukasz Piszczek (Borussia Dortmund/Ger)
    Marcin Wasilewski (Anderlecht/Bel)
    Jakub Wawrzyniak (Legia Varsavia)
    Grzegorz Wojtkowiak (Lech Poznan)

    centrocampisti:
    Kuba Blaszczykowski (Borussia Dortmund/Ger)
    Dariusz Dudka (Auxerre/Fra)
    Kamil Grosicki (Sivaspor/Tur)
    Adam Matuszczyk (Fortuna Duesseldorf/Ger)
    Adrian Mierzejewski (Trabzonspor/Tur)
    Rafal Murawski (Lech Poznan)
    Ludovic Obraniak (Bordeaux/Fra)
    Eugen Polanski (Magonza/Ger)
    Maciej Rybus (Terek Grozny/Rus)
    Rafal Wolski (Legia Varsavia)

    attaccanti:
    Pawel Brozek (Celtic/Sco)
    Michal Kucharczyk (Legia Varsavia)
    Robert Lewandowski (Borussia Dortmund/Ger)
    Artur Sobiech (Hannover/Ger)

Le qualificazioni

Pallido ricordo della Nazionale degli anni '70, la Polonia di oggi partecipa per la seconda volta in assoluto alla fase finale degli Europei, dopo l'esordio del 2008, quando ottenne due sconfitte ed un pareggio contro Germania, Croazia ed Austria.
Stavolta ha dalla sua il fattore campo ed anche l'essere stata inclusa in un girone che non sembra particolarmente difficile, con Grecia, Russia e Repubblica Ceca. Ora tocca al ct Franciszek Smuda, uno che in patria ha vinto tre scudetti, trovare le alchimie giuste per evitare di ripetere quanto fatto da Austria e Svizzera quattro anni fa, quando le due squadre di casa finirono subito eliminate. C'e' da dire che a questo appuntamento i polacchi si preparano con scrupolo da cinque anni, quando, contro ogni pronostico, ottennero l'organizzazione dell'evento assieme all'Ucraina.
In attesa di vedere se davvero arrivera' da fuori il milione di tifosi che ci si aspetta, nonostante i prezzi degli alberghi siano quadruplicati, la Polonia si affida al trio composto da Ukasz Piszczek, Jakub Baszczykowski e Robert Lewandowski, campioni di Germania (e non con un ruolo secondario) per il secondo anno di seguito con il Borussia Dortmund. In particolare Lewandowski viene ritenuto, e non a torto, l'uomo in grado di far rivivere le giocate dei vari Lato (poi diventato presidente federale ed alle prese con molti problemi di carattere giudiziario), Szarmach e Boniek. In attesa di vedere se sara' davvero cosi', i tifosi polacchi hanno vinto la loro prima 'partita', quella contro lo sponsor tecnico e la Federazione che avevano tolto la tradizionale aquila dalle maglie della Nazionale. E' stata rimessa a furor di popolo, accanto ad uno stemma stilizzato, e per molti potrebbe diventare il simbolo dell'ennesima riscossa della Polonia, stavolta limitatamente al campo calcistico.
Altre polemiche le ha sollevate Jan Tomaszewski, il mitico n. 1 degli anni '70 che non ha mai avuto un carattere facile e che adesso e' diventato parlamentare dell'opposizione conservatrice. Dopo aver inutilmente tentato di convincere il fiorentino Boruc a tornare in Nazionale (il 'portiere del Papa', cosi' chiamato per la sua venerazione per Karol Wojtyla, gli ha opposto un secco rifiuto), Tomaszewski se l'e' presa con ''tutti quei francesi e tedeschi che a livello giovanile hanno giocato con le loro Nazionali ed ora sono con la Polonia e portano via il posto ai veri polacchi, e questo solo perche' non sono riusciti a giocare con le selezioni principali di Francia e Germania''. Parole che all'ex 'monumento' del calcio sono costate accuse di razzismo e che erano riferite in particolare ai francesi Damien Perquis e Ludovic Obraniak ed ai tedeschi Sebastian Boenisch ed Eugen Polanski (in passato capitano dell'Under 21 tedesca: il ct Smuda si e' tappato le orecchie ed ha convocato tutti e quattro, perche' nulla deve essere lasciato al caso affinche' la Polonia faccia bella figura.

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