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Nel nuovo museo di Cocteau a Mentone

Omaggio della Costa Azzurra all’artista francese

02 agosto, 13:51
il nuovissimo museo Jean Cocteau Collection Sverin Wunderman sul lungomare di Mentone, disegnato dall'architetto Rudy R il nuovissimo museo Jean Cocteau Collection Sverin Wunderman sul lungomare di Mentone, disegnato dall'architetto Rudy R

 (di Ida Bini)

Porta il nome del collezionista belga e magnate degli orologi di lusso Wunderman; ha una struttura – disegnata dall’architetto Rudy Ricciotti - che ricorda le onde del mare su cui si affaccia e ampie vetrate da cui entra la luce della più celebre costa francese: il nuovissimo museo Jean Cocteau Collection Séverin Wunderman è un omaggio che la città di Mentone ha regalato al suo più illustre abitante e nume tutelare, il poeta, pittore e regista Jean Cocteau. Nel 1955 l’eclettico e inquieto artista parigino arrivò a Mentone per partecipare a un festival musicale, dopo aver trascorso molti anni a Villefranche-sur-Mer e a Cap Ferrat, sempre in Costa Azzurra, alla ricerca di un rifugio e di una fonte d’ispirazione creativa.

Si innamorò subito di Mentone, città quasi al confine con l’Italia, di cui apprezzò subito luce e tranquillità. Insieme ad altri grandi artisti realizzò molte opere nelle più belle ville della riviera francese, tra Cap Ferrat e Cap d’Ail, ma fu solo nel 1957 che tornò a Mentone, quando il sindaco François Palméro lo chiamò per decorare il municipio. Rivestì la Sala dei matrimoni con scene di nozze di un immaginario villaggio e riportò decorazioni africane e tratti mediterranei, rievocando il mito di Orfeo ed Euridice. Poi si occupò di restaurare e decorare il bastione seicentesco tra il porto e la passeggiata a mare di Mentone, di cui progettò ogni dettaglio: dai mosaici sulle pareti esterne e sul pavimento, realizzato con i ciottoli recuperati dalla vicina spiaggia, alle vetrine di ferro battuto per ospitarvi le sue innovative ceramiche. L’antico bastione divenne un memoriale della sua opera, un museo che però Cocteau non vide terminato perché l’artista scomparve improvvisamente nel 1963, tre anni prima dell’apertura ufficiale.

Poco lontano, tra il mare e il vecchio mercato coperto, sorge invece quello nuovo, il secondo museo dedicato a Cocteau con più di 1.500 opere che raccontano la sua vita e le sue opere: dalla passione per Sarah Bernhard ai balletti russi e ai ritratti che altri pittori gli fecero, come quello famoso di Modigliani. Qui sono raccolte stampe, dipinti, ceramiche, arazzi, gioielli, centinaia di fotografie e opere di amici, da Picasso a De Chirico, persino i leggendari film Testamento di Orfeo e La bella e la bestia. E’ un museo luminoso, piacevole da girare con grandi vetrate e un gioco di luci e ombre che sicuramente sarebbe piaciuto molto a Cocteau. Per ammirare la natura e la luce che hanno ispirato l’artista parigino è sufficiente entrare in uno dei tanti, rigogliosi giardini tropicali di Mentone – primo tra tutti il Jardin d’agrumes di Palais Carnolés che vanta la più importante collezione d’agrumi d’Europa - oppure fare un giro nel centro storico, alto sulla costa, e scendere fino al porto. Qui, tra le vecchie case dipinte di ocra e magenta, accanto alla basilica barocca di San Michele Arcangelo, Jean Cocteau passeggiava con gli amici Matisse e Picasso e si fermava nei locali della promenade du Soleil fino al vecchio porto e al bastione sul mare. Sicuramente anche lui rimase stregato dalla bellezza del panorama che si gode sulla baia di Mentone da Sainte Agnès, uno strapiombo costiero alto 800 metri, sorvegliato da un forte.

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