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La crisi non ferma i turisti cinesi

Sempre piu' numerosi, molto piu' ricchi di prima

17 luglio, 17:31
La crisi non ferma i turisti cinesi La crisi non ferma i turisti cinesi

Erano 55 milioni due anni fa e nel 2012, nonostante la crisi economica internazionale, sfioreranno i 60 milioni. Sono i cittadini della Repubblica Popolare Cinese che vanno in vacanza all' estero, uno dei risultati dell' acquisito benessere per gran parte della classe media. Secondo l' Ufficio nazionale del turismo l' incremento è stato del 38% nei primi sei mesi dell' anno.

E' vero, come spiegano gli operatori turistici, che i viaggi sono spesso brevi (10-11 giorni per "l' Europa"), e che i costi, per attrarre clienti, devono essere estremamente contenuti. Ma la tendenza c' è ed è irreversibile. Secondo l' organizzazione mondiale del turismo, entro il 2020 la Cina sarà tra i Paesi che manda più viaggiatori all' estero.

"Scendere da un autobus, una rapida visita di pochi minuti ad un luogo o ad un monumento rinomati, tornare sull' autobus e ripartire. Questo non è più un modello proponibile ai turisti cinesi che viaggiano all' estero" - afferma Zhang Ping, presidente della più antica agenzia di viaggi di Pechino, la China Travel Service (Cts). "Dobbiamo muoverci verso una qualità più alta -prosegue Zhang- e creare prodotti disegnati sulla domanda di ciascun turista individuale dando ai viaggiatori piu libertà, in modo che possano veramente fare delle esperienze uniche". "Ci sono - prosegue il tour operator- destinazioni remote che si ritenevano troppo costose per i turisti cinesi e che invece stanno diventando popolari, per esempio le Seychelles.

Dato che il numero dei turisti aumenta continuamente, gli operatori sono in grado di ottenere prezzi migliori dagli alberghi e dalle compagnie aeree". Zhang mantiene il suo ottimismo anche di fronte alla realtà della crisi economica, che con la diminuzione delle esportazioni comincia a "mordere" anche in Cina: "il rallentamento dell' economia spinge più gente a viaggiare per rilassarsi - sostiene - e il governo darà degli incentivi per aumentare i consumi interni.". Le destinazioni preferite dei turisti cinesi sono Hong Kong (28 milioni nel 2011) per lo shopping, Macao con i suoi casinò (19 milioni) seguite a gran distanza da Corea del Sud, Taiwan, Malaysia, Giappone, Thailandia a Usa.

L' Europa è ancora poco "gettonata" ma in crescita e tra i dati positivi spicca quello dell' Italia, che nel 2011 ha avuto quasi 300mila visitatori cinesi con un aumento del 130% sull' anno precedente. Se fuori dalla Cina vanno a milioni, i cinesi che si spostano all'interno del loro enorme Paese sono centinaia di milioni. Destinazione preferita del turismo interno, secondo l' Ufficio del turismo, è l' isola tropicale di Hainan, che l' anno scorso ha avuto 30 milioni di visitatori, in gran parte cinesi.

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