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Jet lag, resistere al sonno si può

Attraversare rapidamente più fusi può provocare disturbi

16 luglio, 18:29
Giocando d'anticipo si possono ridurre i disturbi da jet lag (Foto: Mauritius) Giocando d'anticipo si possono ridurre i disturbi da jet lag (Foto: Mauritius)

Non "affligge" tutti i viaggiatori allo stesso modo e può manifestarsi sotto forma di stanchezza, insonnia alternata a ipersonnia, labilità emotiva e anche disturbi gastrointestinali: è il jet lag, quello sfasamento del proprio orologio interno rispetto all'alternarsi di giorno a notte che si verifica in seguito a viaggi in aereo molto lunghi, che attraversano rapidamente più fusi orari. Per qualcuno i disturbi sono tali da compromettere la vacanza, ma con la giusta "preparazione" prima della partenza è possibile minimizzarne gli effetti. A spiegare il meccanismo alla base dei disturbi provocati dal jet lag è Paolo Maria Rossini, direttore dell'Istituto di Neurologia del Policlinico "Gemelli" di Roma. "Il jet lag – afferma – è un disordine del ritmo circadiano del sonno, risultato di una desincronizzazione tra l'orologio interno dell'organismo e l'alternanza naturale tra giorno e notte. I sintomi tipicamente presenti includono l'insonnia durante la notte e l'ipersonnia nelle ore del giorno".

Il ritmo circadiano intrinseco agli esseri umani è lievemente più lungo di 24 ore, aggiunge, "ma è sincronizzato sulla durata delle giornate da vari fattori ambientali il più importante dei quali è l’esposizione alla luce solare che regola la produzione della melatonina da parte dell'epifisi", ghiandola posta al centro del cervello. Il fenomeno del jet lag è è legato ai voli aerei a lungo raggio, per lo più intercontinentali ma non solo. Nei lunghi viaggi via mare o via terra del passato i fusi orari venivano attraversati molto lentamente rispetto a quanto avviene oggi in volo e l'organismo aveva il tempo di "abituarsi" ai tempi di giorno e notte.

"I viaggi verso Ovest – precisa il professor Rossini – sono di solito più tollerati dei viaggi verso Est, poiché l'orologio interno deve resettarsi in avanti piuttosto che indietro e poiché il nostro periodo circadiano tende ad eccedere le 24 ore. L'orologio interno può essere spostato senza particolari problemi in avanti di circa due ore per giorno, mentre all'indietro solo di circa un'ora. Ovviamente più fusi orari vengono attraversati, più tempo sarà necessario per resettare il pace-maker interno". Non tutti i viaggiatori ne risentono allo stesso modo e non è ancora noto se l'età influenzi la severità dei sintomi del jet-lag. Ne soffre di più chi ha già problemi di regolarità del sonno, mentre i bambini tendono a mantenere per lungo periodo il fuso di partenza. Sicuramente, aggiunge Rossini, ci sono fattori che possono aggravare la sindrome del jet lag: la deprivazione di sonno, un viaggio poco confortevole, l'eccessivo uso di alcolici o di caffeina. Altresì dannoso può essere ricorrere a farmaci su consiglio di parenti o amici. "Spesso il fai-da-te in ambito di trattamento determina un involontario spostamento dell'orologio biologico nel verso sbagliato", spiega Rossini.

Un metodo naturale per alleviare i disturbi, se il viaggiatore intende restare a destinazione sufficientemente a lungo, è quello di utilizzare una strategia di esposizione controllata alla luce del sole, agendo d'anticipo nel resettare l'orologio interno. Sotto guida medica esistono appositi schemi a seconda del numero di fusi orari da attraversare e della direzione del viaggio. Utile può essere la somministrazione di melatonina, per migliorare la qualità del sonno e alleviare i sintomi, ma sempre sotto consiglio del medico. Infine, una volta arrivati a destinazione, cercare di sopportare un po' di insonnia e tirare più a lungo possibile per non cedere al sonno. Qualche compromesso, in vacanza, si può anche accettare.

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