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Feste delle barche a Hong Kong

Alla scoperta di un’antica tradizione nella metropoli cinese che guarda al futuro

15 giugno, 16:10
particolare del dragone sulla prua della barca in gara per la festa del 23 giugno particolare del dragone sulla prua della barca in gara per la festa del 23 giugno

(di Ida Bini)

Lunghe e strette canoe scivolano veloci sulle acque di Hong Kong: sono le barche drago che il 23 giugno partecipano alla festa di Tuen Ng o Dragon Boat Festival. L’affascinante e curiosa manifestazione, che richiama numerosi visitatori  non solo dall’Est, ha origine da un’antica leggenda che riguarda il poeta Qu Yuan che si lanciò nel fiume Miluo perché aveva scoperto che Chu, la sua amata patria, era stata sconfitta in battaglia dallo stato rivale Qin, perdendo così la propria indipendenza.

Secondo la tradizione l’attuale gara ricorda la corsa disperata fatta dalla gente del posto per tentare di salvare Qu Yuan dall’annegamento, remando velocemente a bordo di piccole canoe e spaventando i pesci con il suono dei tamburi e con il rumore dei remi sbattuti in acqua. Per celebrare l’eroico gesto del celebre poeta ogni anno, il quinto giorno del quinto mese lunare, si festeggia nelle principali località del Paese – e da tempo anche in altre parti dell’Asia – la tradizionale corsa lungo fiumi e laghi in un grandioso spettacolo di colori e suoni tra lo sventolio delle bandiere variopinte e le urla della gente entusiasta, assiepata sulle rive.

Oggi alla festa partecipano oltre 50 battelli, sulla cui prua è scolpita nel legno una testa di drago dai colori vistosi e di vario aspetto. La festa richiama, inoltre, le tipiche e antiche celebrazioni cinesi legate alla società agricola e al raccolto del grano (sono state ritrovate feste simili in molte zone del Paese) ma anche le celebrazioni del solstizio d’estate e del culto del drago. Accompagna lo spettacolo delle veloci imbarcazioni in gara l’abbondante consumo degli zongzi, fagottini di foglie di canna farciti di riso e cotti a vapore. La specialità viene preparata la sera della vigilia della festa insieme alle uova salate di anatra che, con il vino di realgar, secondo le credenze popolari, scacciano le influenze negative.

Il giorno della festa, inoltre, si appendono alle porte delle case rametti di artemisia e di tifa, entrambe erbe medicinali che servono sia per scongiurare le influenze maligne sia per prevenire e curare le malattie che facilmente arrivano d’estate, quando il clima è umido e pieno di insetti. I bambini, in occasione della festa, ricevono vari portafortuna da indossare come i fili di seta di cinque colori, simbolo di longevità, o una borsetta ricamata a forma di tigre o di zucca, piena di aromi e da portare al collo, oppure scarpe o vestiti con ricami a forma di tigre.

La festa è solo un’occasione per conoscere meglio Hong Kong, metropoli tornata alla Cina nel 1997 dopo un lungo periodo di colonialismo britannico. L’isola di Hong Kong, infatti, è un mix di culture occidentali e orientali, un territorio dove la modernità e la tecnologia più futuristica convivono con le più antiche tradizioni cinesi. Ma Hong Kong è soprattutto una città veloce, frenetica, ricca di attrazioni, di centri commerciali e di negozi superaccessoriati con la più ampia scelta di merci per chilometro quadrato del mondo.

Nella metropoli cinese si concentra una selva di grattacieli che svettano all’orizzonte tra montagne verdi con spettacolari edifici come l’altissimo IFC (International Finance Centre) di 88 piani o la Bank of China, avveniristici tunnel autostradali e palazzi d’acciaio e vetro ideati da grandi architetti internazionali (Norman Foster, per esempio, ha progettato l’aeroporto e il Bank Building) sempre, però, con un occhio attento al feng shui, l’arte taoista che costruisce e arreda in armonia con l’energia dell’universo.

La regione di Hong Kong comprende una penisola di forma irregolare, che si protende nel delta del fiume delle Perle a ovest, e una serie di piccole isole. La parte principale della regione - e la più rurale - che si estende a nord della penisola è conosciuto con il nome di Nuovi Territori, mentre la parte meridionale, Kowloon, e l’isola di Hong Kong, con gli insediamenti più antichi, costituiscono le principali aree urbane.

Le parti più visitate sono proprio Kowloon e la punta più meridionale Tsim Sha Tsui, la zona dei grandi alberghi e dei centri commerciali. Se si prende un traghetto – lo Star Ferry risalente al 1888 – che collega Tsim Sha Tsui all’isola di Hong Kong si può fare un giro del porto tra i più spettacolari del mondo, soprattutto all’imbrunire. Sempre al terminal dello Star Ferry c’è una navetta che gratuitamente conduce al capolinea del Peak Tram, che effettua un divertente tragitto fino a Central, il cuore della città vecchia, arrampicandosi lungo i 386 metri di pendenza: dall’alto, al tramonto, si ammirano le luci sfavillanti della città che si accendono via via su Hong Kong, il porto e Kowloon. Passato e presente convivono ovunque in una continua scoperta di tradizioni e alta tecnologia che qui sembra non stridere mai: tra gli alti grattacieli di Man Moa, per esempio, si scoprono antichi templi dove si bruciano grandi e purificanti spirali di incenso o si gettano i chin, i bastoncini numerati, per predire il futuro.

Anche lo shopping a Hong Kong è un’esperienza incredibile: si spazia dai lussuosi centri commerciali con le migliori firme ai negozi di Nathan road, dalle botteghe antiquarie di Hollywood road ai mercatini dove acquistare oggetti di giada o capi in seta e ai vecchi negozi di artigiani di Sheung Wan e Western che vendono le più strane e introvabili erbe medicinali. L’aspetto più interessante di Hong Kong, tuttavia, resta la sua anima creativa che si traduce nella nascita di musei e gallerie d’arte e di design che hanno rivoluzionato interi quartieri. Qui artisti, decoratori e illustratori hanno trovato un mondo in fermento e, rispetto alla madre patria Cina, un’inaspettata libertà d’espressione che permette di creare in spazi sempre più sperimentali, dai laboratori ai ristoranti, dagli uffici ai piccoli musei, agli alberghi e ai locali. Tre sono gli indirizzi da non perdere: il gruppo Ovo a Wanchai, lo store G.O.D. con diversi punti vendita a Causeway Bay e il museo The Jockey Club Creative Arts Centre a Kowloon.

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