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Lemuri Madagascar a rischio per deforestazione e caccia

Minacciato di estinzione 15% delle 102 specie censite su isola

11 luglio, 17:56
(di Diego Minuti) (ANSA) - TUNISI, 11 LUG - Da quando, nel 1754, Linneo ne comincio' la classificazione dopo averne scoperto i resti di un esemplare in un museo della Scandinavia, i lemuri sono un piccolo enigma per gli studiosi, non per il loro attuale habitat (l'isola del Madagascar), quanto per come l'hanno raggiunto, dato per scontato che la loro origine sia qualche luogo dell'estremo oriente, da cui furono scacciati da altri primati, le scimmie. Ma il lemure ha scelto il Madagascar grazie a quello che l'isola gli ha offerto, in termini di luoghi dove vivere e di occasioni per nutrirsi. Un paradiso (in parte duplicato nelle Comore, dove pero' questi animali potrebbero essere stati portati dall'uomo) che pero' ora e' a rischio, sotto la spinta, innanzitutto, della deforestazione e poi anche della caccia. Un grido d'allarme e' stato lanciato dal gruppo di studio sui primati del Madagascar, in occasione di un seminario in corso ad Antananarivo, la capitale. Sulle 102 specie di lemuri censite sull'isola, ben il 15 per cento e' oggi a rischio sparizione. Le cause sono molteplici, a cominciare dall'aggresisone selvaggia che viene fatta a danno delle foreste e dei loro legni pregiati. C'e' poi l'azione diretta dell'uomo che caccia i lemuri per venderne le pelli o anche per farne del cibo. Le cifre che spiegano questa caccia a fini alimentari sono chiarificatrici. Sui mercati all'aperto delle citta' malgasce un lemure, del peso di circa 10 chilogrammi, puo' costare l'equivalente di cinque dollari, mentre un pollo (che di chili ne pesa molti di meno) costa tre dollari. Quindi, con un lemure una famiglia si nutre per alcuni giorni, con un pollo riesce a sfamarsi per uno.

Quindi, ed e' stato questo in sostanza l'appello che il centro studi sui primati del Mafagascar ha lanciato, occorre un grande sforzo, anche internazionale, per impedire l'estinzione di gran parte delle specie di lemuri presenti, anche grazie ad una opera di sensibiizzazione della popolazione a modificare, anche pure parzialmente, le sue abitudini alimentari. I lemuri sono animali dalle diverse abitudini, a seconda delle specie, e quindi in Madagascar sono sia animali notturni (in prevalenza) che diurni (come accade per i catta, i piu' grandi e quindi i piu' ricercati). Con la conseguenza che la caccia e' a ciclo continuo, quasi senza soluzione di continuita'. Il governo di Antananarivo si e' sempre dimostrato sensibile davanti ai problemi dell'ecosistema e dei suoi abitanti, ma la sfida per salvare i lemuri appare ardua, oltre che obiettivamente complicata. Ora la speranza e' che le conclusioni del seminario di Antananarivo possano essere compendiate in una ricerca/appello da proporre in agosto, in occasione della Conferenza internazionale degli studiosi dei primati (in programma in Messico) per andare quindi a caccia, questa volta di finanziamenti.

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