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Ilva: avviate procedure sequestro impianti

Napolitano, garantire lavoro e salute

30 luglio, 21:10
Presidio degli operai dell'Ilva davanti ai cancelli dello stabilimento siderurgico di Taranto Presidio degli operai dell'Ilva davanti ai cancelli dello stabilimento siderurgico di Taranto

(dell'inviata Paola Laforgia)

TARANTO - Gli operai e i dirigenti dell'Ilva avevano sperato in qualche giorno di pausa in attesa delle decisioni del Tribunale del Riesame previste per venerdi' prossimo. E invece questa mattina e' arrivata la doccia fredda: i custodi amministrativi nominati dal gip di Taranto e i carabinieri del Noe sono arrivati in fabbrica per porre ''sigilli virtuali'' e avviare le procedure che porteranno alla chiusura dei sei impianti a caldo dell'Ilva per i quali e' stato disposto il sequestro per disastro ambientale. Nell'inchiesta sono anche stati messi agli arresti domiciliari otto tra dirigenti ed ex dirigenti dello stabilimento siderurgico.

Cosi', la giustizia ha continuato a fare il suo corso mentre, in nome della necessita' di coniugare il diritto alla salute con quello al lavoro, e' intervenuto oggi - dopo che ieri lo aveva fatto il Papa - il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che ha risposto ad un appello rivoltogli dagli operai dell'Ilva preoccupati per il loro futuro. Napolitano ha auspicato che si trovino soluzioni ''che garantiscano la continuita' e lo sviluppo dell'attivita''' e che si proceda ''senza ulteriore indugio'' al pieno adeguamento alle norme per la protezione dell'ambiente e la tutela della salute dei cittadini. ''Deve essere possibile, nel pieno rispetto dell'autonomia della magistratura e delle sue valutazioni ai fini dell'applicazione della legge - ha detto Napolitano - giungere a soluzioni che garantiscano la continuita' e lo sviluppo dell'attivita' in un settore di strategica importanza nazionale, fonte rilevantissima di occupazione in particolare per Taranto e la Puglia, e insieme procedere senza ulteriore indugio agli interventi spettanti all'impresa e alle iniziative del governo nazionale e degli enti locali che risultino indispensabili per un pieno adeguamento alle direttive europee e alle norme per la protezione dell'ambiente e la tutela della salute dei cittadini''.

Erano sorpresi gli operai per l'arrivo dei custodi amministrativi, ma anche il neopresidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, piu' che altro per la tempistica. Ma Ferrante non si da' per vinto: ''Vedremo quali saranno le loro decisioni nei prossimi giorni - ha detto - ma quanto successo non cambia la nostra voglia di lottare e difenderci in tutte le sedi istituzionali''. ''Non abbiamo nulla da nascondere'', ha detto Ferrante che giudica parziali le perizie della procura e intende spiegare ai magistrati come l'Ilva ha speso ''piu' di un miliardo di euro per l'ambientalizzazione dello stabilimento di Taranto e i risultati raggiunti''. ''Siamo sempre disponibili a ragionare - conclude Ferrante - con il governo centrale e locale su soluzioni che possano coniugare ambiente e lavoro''.

E sempre in nome della necessita' di conciliare ambiente, salute e lavoro, il Consiglio comunale di Taranto ha approvato oggi un ordine del giorno che impegna il Sindaco a costituire una cabina di regia per il 'governo del territorio e dell'ambiente' e a costituirsi parte civile nell'eventuale processo contro l'Ilva. Si paventava una seduta animata per la presenza in aula dei lavoratori dell'Ilva, ma il precipitare degli avvenimenti dal punto di vista giudiziario ha richiamato tutti gli operai in fabbrica, spostando l'attenzione altrove e la seduta e' andata avanti registrando solo qualche battibecco tra il sindaco, Ippazio Stefano, e gli ambientalisti che avrebbero voluto un documento molto piu' incisivo.

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