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Servizi pubblici: Spaziani, ora l'efficienza

Direttore Federutility, non c'e' vuoto legge; ci sono norme ue

21 luglio, 19:59

(Di Tommaso Tetro)

ROMA - All'indomani della sentenza della Corte Costituzionale sull'articolo 4 della Finanziaria-bis del 2011 che, in sintesi, boccia la 'privatizzazione' dei servizi pubblici locali, Federutility, la Federazione delle utilities dei servizi pubblici, guarda avanti e punta tutto sull'efficienza, che dovrebbe essere la parola chiave d'ora in poi, e su cui il governo dovrebbe provare a ''investire'' non fermandosi alle ''pieghe della normativa''.

''Non c'e' vuoto normativo - spiega all'ANSA Adolfo Spaziani, direttore di Federutility -. Alla normativa per i servizi pubblici locali suppliscono le norme comunitarie''. L'Europa, continua con il suo ragionamento Spaziani, prevede tre forme di gestione: in house, miste, o la Spa (cioe' la concessione a terzi). In questo modo ''sono di volta in volta i soggetti che decidono quale usare''. In questo momento insomma ''non c'e' un impedimento a fare, ne' uno a non fare''.

L'auspicio, osserva Spaziani, e' quello di ''un intervento del governo senza fermarsi ancora una volta sulla normativa, che gia' c'e'; si guardi invece agli investimenti, alla crescita e all'efficienza. E le cose - osserva - si rimetteranno a posto''.

Secondo il direttore di Federutility si dovrebbe ''cominciare col lasciar fallire le aziende che vanno male e premiare invece quelle che vanno bene''.

La sentenza della Consulta riguarda i servizi pubblici riproposti dal governo Berlusconi nell'articolo 4 della Finanziaria di Ferragosto 2011, e cioe' rifiuti e trasporti.

L'acqua era stata esclusa proprio per il risultato del referendum di due mesi prima. Eppure, nonostante i servizi idrici siano stati esclusi, l'acqua rimane un 'simbolo' di quella che, per semplificare, viene definita 'privatizzazione dei servizi pubblici locali'. Parlando della gestione dell'acqua anche il presidente di Federutility, Roberto Bazzano, ha di recente ricordato, ancor prima di quanto deciso dalla Consulta, che ''l'unico riferimento che rimane valido e' la normativa europea''. (ANSA).

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