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Agricoltura nel mirino 'Piovra'

Cia,da racket a lavoro nero, 240 reati a giorno e non solo a Sud

10 luglio, 13:45
Agricoltura nel mirino 'Piovra' Agricoltura nel mirino 'Piovra'

- ROMA - L'agricoltura sempre più nel mirino delle mafie: dal pizzo, al caporalato, usura, agropirateria e furti di rame, la piovra allunga i tentacoli sul settore coltivando un business da 50 miliardi di euro l'anno, pari a poco meno di un terzo del'economia illegale nel Belpaese. E' quanto denuncia il IV Rapporto sulla "Criminalità in agricoltura" della Cia-Confederazione italiana agricoltori predisposto in collaborazione con la Fondazione Humus. L'infiltrazione nel settore di 'Mafie Spa' - sottolinea il rapporto - produce più di 240 reati al giorno, praticamente otto ogni ora, e mette sotto scacco 350 mila agricoltori (un terzo del totale). Il fenomeno fino a pochi anni fa si riscontrava unicamente nelle regioni del Sud - prosegue il rapporto - ma ora si sta espandendo a macchia d'olio in tutta Italia. Attraverso le campagne - spiega la Cia - è possibile esercitare il controllo del territorio per utilizzarlo non solo come base per nascondigli, ma soprattutto come punto di partenza per ulteriori sviluppi imprenditoriali.

La lista dei reati perpetuati nelle campagne è lunga e ha un conto pesante sottolinea la Cia: dai 4,5 mld calcolati tra furti e rapine, ai 3,5 miliardi del racket, i 3 miliardi dell'usura, il miliardo e mezzo delle truffe, i 2 miliardi dell'agropirateria e contraffazione, il miliardo delle macellazioni clandestine, i 18,5 miliardi dell'abusivismo edilizio e i 16 miliardi delle ecomafie.

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