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Cibo vero, storie di passione per la terra

Alce Nero e Giunti editore raccontano nuovo modello agricolo

02 luglio, 18:11
Cibo vero,  storie di passione per la terra Cibo vero, storie di passione per la terra

- BOLOGNA - Un viaggio nell'Italia agricola piu' autentica, dalla Sicilia alle Dolomiti, per raccontare il lavoro di chi produce 'Cibo vero'. E' questo il titolo del volume realizzato da Alce Nero - storico marchio del biologico italiano - e Giunti Editore (120 pagg. 12 euro). Racconta ''storie di passione per la terra'', come recita il sottotitolo della pubblicazione.

Protagonisti agricoltori, allevatori e apicoltori che producono e trasformano le materie prime non per il mercato ma per se stessi e gli altri.

Il libro, presentato a Milano, raccoglie 26 storie di persone vere. Uomini e donne, giovani e meno giovani che hanno sviluppato un modello agricolo rispettoso dei ritmi della natura. Una testimonianza di un rapporto profondo con la terra, rispettata e amica. Un viaggio attraverso l'Italia piu' autentica, dalla masseria barese al direttore della cooperativa agricola Le matine a Matera, Peppino Caponio, che dice ''la terra e' per me profumo. Sono venuto dalla terra''. C'e' poi chi coltiva biologico, farro grano e ceci a Monterenzio (Bologna), e chi lo fa nelle terre confiscate alla criminalita' organizzata, come la cooperativa Placido Rizzotto-Liberta Terra a Piana degli Albanesi (Palermo), e chi, come la giovane Serena Alunni, fa l'apicoltrice a conduzione biologica. Fino alla sfida dei Felicetti che in quel di Predazzo (Trento) hanno portato una grande tradizione del sud, un pastificio che oggi fornisce pasta delle Dolomiti ai migliori ristoranti d'Italia. A cogliere i volti di queste ''storie di passione''  Rita Brugnara, Alberto Callari, e Paolo Panzera.

''Il cibo vero - scrive nella postfazione Carlo Petrini, fondatore di Slow Food - non serve solo a chi lo mangia, ma alla terra, quella terra che e' un sistema complesso per eccellenza, che solo una ricerca dell'equilibrio, la consapevolezza dei propri limiti e dei limiti dell'ambiente consentono di intuire''.

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