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Le profondità degli oceani raccontano la storia del clima

Ricostruita una storia lunga un milione e mezzo di anni

10 agosto, 12:31
Ricostruiti i cambiamenti del volume dei ghiacci e della temperatura degli oceani dell'ultimo milione e mezzo di anni (fonte: Julian Dowdeswell) Ricostruiti i cambiamenti del volume dei ghiacci e della temperatura degli oceani dell'ultimo milione e mezzo di anni (fonte: Julian Dowdeswell)

Una fotografia ad altissima risoluzione dell'evoluzione del clima nell'ultimo milione e mezzo di anni: è quanto sono riusciti a ottenere i ricercatori dell'università di Cambridge, usando come una macchina del tempo i sedimenti intrappolati nelle profondità oceaniche, che hanno rivelato i cambiamenti del volume dei ghiacci e della temperatura degli oceani.

Alla ricerca, pubblicata su Science, partecipa anche una ricercatrice italiana appena rientrata dalla Gran Bretagna per lavorare nel Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Venezia.
   I preziosi custodi della storia del clima nel fondo degli oceani sono i foraminiferi, microscopici organismi unicellulari marini che i ricercatori hanno prelevato al largo delle coste neozelandesi. Studiando il rapporto fra il magnesio e il calcio incorporati nei loro gusci, è stato possibile ricostruire con estrema precisione le variazioni di temperatura delle masse d'acqua oceaniche nel passato. Questa informazione è stata poi confrontata con i dati emersi dallo studio degli isotopi dell'ossigeno, che invece registrano senza distinzioni sia le fluttuazioni della temperatura dei mari che le variazioni del
volume dei ghiacci.

   Dallo studio emerge un quadro ben delineato di quella che è stata la cosiddetta transizione del medio Pleistocene, un importante fenomeno (avvenuto tra 1,25 milioni e 700 mila anni fa) che ha cambiato il ritmo con cui si alternano ere glaciali e periodi interglaciali (la periodicità è passata da 41mila a 100mila anni). "La ricostruzione dei cambiamenti climatici del passato è un punto di partenza indispensabile per cercare di mettere a fuoco possibili scenari di evoluzione climatica nel futuro", spiega Patrizia Ferretti, la ricercatrice italiana che ha collaborato allo studio e che ora lavora presso
l'Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Cnr di Venezia. "Conoscere ciò che è avvenuto ci aiuta a prevedere come il pianeta potrebbe rispondere alle modifiche apportate dall'uomo - aggiunge - come l'iniezione di grandi quantità di anidride carbonica nell'atmosfera".

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