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Possibile legame tra piccoli terremoti e pozzi di iniezione

Il rischio quando il fluido 'solletica' la faglia

08 agosto, 10:28
La porzione esterna di un pozzo di iniezione in Florida (fonte: Usgs) La porzione esterna di un pozzo di iniezione in Florida (fonte: Usgs)

I terremoti scatenati dall'iniezione di fluidi nelle profondita' del sottosuolo potrebbero essere piu' comuni di quanto stimato finora: si tratta in genere di sismi di lieve entita', difficilmente percepiti dalla popolazione e quindi non pericolosi, che si scatenano quando il fluido arriva a 'solleticare' la faglia piu' vicina. E' questa la conclusione di uno studio dell'universita' del Texas ad Austin pubblicato sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze Pnas.
Lo studio si basa sull'analisi dei terremoti registrati tra il 2009 e il 2011 nella regione di Barnett Shale nel nord del Texas, e sull'osservazione secondo cui la maggior parte di questi sismi avviene in un raggio di pochi chilometri da uno o piu' pozzi di iniezione usati per la produzione di energia geotermica, l'estrazione del petrolio e lo smaltimento dei fluidi usati per la fratturazione idraulica.
 
Cliff Frohlich, l'autore della ricerca che lavora presso l'istituto di geofisica dell'ateneo texano, ha identificato gli epicentri di 67 terremoti (un numero 8 volte superiore a quello riportato in precedenza dal National Earthquake Information Center) con una magnitudine inferiore o pari a 3. La maggior parte delle scosse e' stata localizzata entro pochi chilometri di distanza dai pozzi di iniezione, e un terzo delle scosse si e' concentrato in otto regioni geografiche. Tutti i pozzi vicini agli epicentri di queste otto zone sono risultati essere pozzi ad elevato tasso di iniezione, con oltre 150mila barili di acqua al mese. D'altra parte, pero', la regione di Barnett Shale ospita piu' di cento pozzi con un'attivita' simile nelle cui vicinanze non si e' registrata alcuna scossa. Per questo Frohlich ipotizza che l'iniezione del fluido possa scatenare terremoti solo se il fluido raggiunge la faglia piu' vicina riducendo l'attrito.

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