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La sete della terra che cambia il clima

L'umidità del suolo degli ultimi 30 anni, nei dati dell'Esa

21 giugno, 17:43
La mappa dell'umidità del suolo misurata dal satellite europeo Smos (fonte: ESA) La mappa dell'umidità del suolo misurata dal satellite europeo Smos (fonte: ESA)
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Bisogna scoprire quanta 'sete' ha il suolo per capire meglio il clima e i suoi cambiamenti. Per questo l'Agenzia spaziale europea (Esa) ha reso noti per la prima volta i dati raccolti dallo spazio circa l'umidità trattenuta dal suolo terrestre dal 1972 al 2010.

L'umidità del terreno costituisce appena lo 0,001% di tutta l'acqua presente sulla Terra, ma nonostante ciò riveste un ruolo fondamentale anche per il clima: è infatti l'anello di congiunzione (ancora poco studiato) che regola lo scambio di acqua ed energia tra la terra e l'atmosfera. Per rimediare a questa scarsa conoscenza, l'Esa ha lanciato nel 2009 una missione satellitare dedicata, chiamata Smos, che fornisce quasi in tempo reale misurazioni dirette di altissima qualità dell'umidità del suolo, molto utili soprattutto per le previsioni meteo e la gestione delle risorse idriche.

Per recuperare anche i dati storici relativi ai decenni passati, l'Esa ha invece favorito la creazione di una banca dati globale attraverso la raccolta delle misurazioni fatte negli anni da satelliti europei e statunitensi: da un lato ci sono i dati rilevati con sistemi a microonde attive dai satelliti europei ERS-1, ERS-2 and MetOp-A, mentre dall'altro ci sono i dati rilevati con sistemi a microonde passive nelle missioni Nimbus-7, DMSP, TRMM e Aqua.

Mettendo insieme tutti i tasselli è stato possibile ricostruire un complesso mosaico che definisce ben 32 anni di storia e dal quale risultano in evidenza tutte le anomalie del passato, come i periodi di fortissima siccità registrati negli Stati Uniti nel 2005, nel Sud della Cina nell'inverno 2009-2010 e in Russia nel 2010, oppure le grandi inondazioni, come quella del 1992 in Afghanistan o quella del 2010-2011 in Australia nel Queensland.

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