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L'università di Roma La Sapienza

23 novembre, 15:05
La statua della Minerva e il rettorato dell'università di Roma La Sapienza La statua della Minerva e il rettorato dell'università di Roma La Sapienza

Con oltre 700 anni di storia e 140mila studenti, la Sapienza è la prima università in Europa. La sua missione è contribuire allo sviluppo della società della conoscenza attraverso la ricerca, la formazione di eccellenza e di qualità e la cooperazione internazionale.
L’offerta formativa della Sapienza comprende oltre 250 corsi di laurea e laurea magistrale e oltre 200 master.

Tra i servizi a disposizione vi sono 59 biblioteche e 21 musei. Della platea studentesca fanno parte oltre 30mila fuorisede, 8.000 iscritti di nazionalità non italiana e circa 1000 studenti Erasmus all’anno, sia in entrata che in uscita. I docenti sono circa 4.300 e il personale tecnico-amministrativo si compone di circa 4.500 unità.
La Sapienza, grazie a 11 facoltà, 66 dipartimenti e numerosi centri di studio, raggiunge livelli di eccellenza in ambiti di ricerca quali l’archeologia, la fisica e l’astrofisica, le scienze umanistiche e i beni culturali, l’ambiente, le nanotecnologie, la terapia cellulare e genica, il design, l’aerospazio.

Nel campo della fisica l’eredità dei componenti del gruppo di via Panisperna - tra i quali Enrico Fermi (Nobel nel 1938), Edoardo Amaldi, Emilio Segrè (Nobel nel 1959) - è stata raccolta ed estesa alla fisica quantistica, alla fisica dei sistemi disordinati e della meccanica statistica (Giorgio Parisi) e all’astrofisica (esperimento boomerang che ha confermato la teoria del Big Bang, Paolo De Bernardis e Silvia Masi); la fisica delle particelle è stata radicalmente innovata da Nicola Cabibbo, che ha inoltre lavorato alla definizione di array di computer per il calcolo sperimentale nell’ambito del progetto APEnext.
In ambito aerospaziale Giovanni Picardi ha progettato il radar che ha individuato la presenza di acqua nel sottosuolo di Marte. Nel settore dell’elettrochimica il gruppo di ricerca di Bruno Scrosati ha applicato la nanotecnologia allo sviluppo di nuovi materiali per batterie e celle a combustibile di avanguardia.
La ricerca biomedica realizzata alla Sapienza riceve regolarmente importanti riconoscimenti, con articoli pubblicati su prestigiose riviste, quali Nature, Cell, EMBO Journal, su argomenti di grande attualità come lo studio sulle cellule staminali nelle sue diverse applicazioni.
Per la prima volta al mondo il dipartimento di Medicina sperimentale ha messo a punto la metodica per l'isolamento e l'espansione "ex vivo" delle cellule staminali cardiache a partire da biopsie di cuore prelevabili anche ambulatoriamente (studio con brevetto internazionale della Sapienza nel 2004). Nel campo della genetica e della biologia molecolare è stata messa a punto una nuova terapia genica con applicazione sulla distrofia muscolare di Duchenne, sulla base di attività di ricerca coordinate da Irene Bozzoni.

Numerose e significative anche le eccellenze nel settore umanistico, a partire dall’archeologia. In particolare, unica in Italia e in Europa, è la concentrazione di concessioni di scavo di grandissima importanza scientifica, sia in Italia che nel Mediterraneo, per le quali il Senato accademico dell’Università già dal 1977 ha stabilito di riservare un finanziamento dedicato.
Tra le imprese principali si ricordano gli scavi di Ebla in Siria (P.Matthiae), di Arslantepe in Turchia (M. Frangipane), dell’Acacus in Libia (S. Di Lernia), di Elaiussa in Turchia (E. Equini Schneider), di Pyrgi in Etruria (G. Colonna), di Gerico e della Giordania (L.Nigro), di Malta (A. Cazzella), di Mozia in Sicilia (L.Nigro), di Veio nel Lazio (G. Bartoloni, G. Colonna, A. Carandini), del Palatino e della Meta Sudans in Roma (A. Carandini, C. Panella) di Lavinium nel Lazio (M. Fenelli), di Populonia in Etruria (G. Bartoloni).

Per la materie letterarie e artistiche, la Sapienza è stata nel Novecento sede di alcune tra le maggiori scuole. Tra i maestri che vi hanno insegnato si ricordano per la storia dell’arte, Adolfo Venturi, Lionello Venturi, Giulio Carlo Argan, Cesare Brandi; per l’archeologia Massimo Pallottino, Ranuccio Bianchi Bandinelli, Giuseppe Lugli; per la filologia romanza Angelo Monteverdi, Aurelio Roncaglia; per l’orientalistica Giorgio Levi Della Vida, Giuseppe Tucci, Francesco Gabrieli, Alessandro Bausani, Sergio Donadoni; per liItalianistica Natalino Sapegno, Walter Binni, Giuseppe Ungaretti, Alberto Asor Rosa; per la filologia classica Gennaro Perrotta, Ettore Paratore, Carlo Gallavotti, Scevola Mariotti; per la storia antica Santo Mazzarino, Giovanni Pugliese Carratelli; per le letterature straniere Mario Praz, Giovanni Macchia, Ettore Lo Gatto, Angelo Maria Ripellino, Agostino Lombardo; per la linguistica Antonino Pagliaro e Tullio De Mauro.

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