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Le staminali dell’intelletto

Generano i neuroni coinvolti nelle funzioni cognitive

10 agosto, 12:25
Cellule staminali nervose ottenute in laboratorio (fonte: UC Regents Davis) Cellule staminali nervose ottenute in laboratorio (fonte: UC Regents Davis)

Individuate le cellule staminali dei neuroni responsabili dell'intelletto, grazie ai quali sono possibili le funzioni cognitive più complesse.
Si tratta di un nuovo tipo di staminali, cellule immature in grado di specializzarsi, dalle quali hanno origine i neuroni della corteccia cerebrale coinvolti nelle funzioni cognitive. La scoperta, basata su dati osservati nei topi, è pubblicata sulla rivista Science e si deve a un gruppo internazionale coordinato dall'Istituto californiano Scripps di La Jolla.
Il risultato costituisce un passo importante verso lo sviluppo di future terapie per la cura di disturbi cognitivi come la schizofrenia o l’autismo.
La ricerca ha permesso infatti di individuare alcuni dei meccanismi che intervengono durante lo sviluppo embrionale, fino ad ora sconosciuti, grazie ai quali si formano i neuroni degli strati più esterni della corteccia cerebrale. Questa è ‘’la sede delle funzioni cerebrali superiori, dove l'informazione viene integrata e dove si formano i ricordi e la coscienza’’, come ha spiegato Ulrich Mueller, uno degli autori dello studio.
In tutti i mammiferi la corteccia è un sottile tessuto dallo spessore di appena 3 millimetri, costituito principalmente da neuroni e da cellule della glia (che supportano e nutrono i neuroni) e si compone di sei sottili strati. Si è ritenuto fino ad ora che i neuroni della corteccia,che compongono sia gli strati inferiori che quelli superiori, avessero origine tutti da un unico tipo di cellule staminali, chiamate cellule radiali gliali (Rgc) e che il destino dei vari neuroni, ossia la posizione che occupano nei diversi strati, fosse determinata semplicemente dal momento della sua formazione.
Invece, "il nostro studio mostra che questa diversità esiste già nelle cellule progenitrici", ha proseguito Mueller. I ricercatori hanno infatti evidenziato l'esistenza di alcune differenze nelle staminali che poi daranno origine ai neuroni del livello più esterno, in maniera indipendente dal momento e dal luogo della loro formazione. I sei strati della corteccia possono essere immaginati visivamente come i diversi 'fogli' che compongono una cipolla, ma dove ogni strato ha una funzione diversa: quelli inferiori sono costituiti da neuroni che si connettono al cervello più interno e aiutano alla regolazione delle funzioni essenziali come la respirazione e il movimento.
Gli strati più esterni invece contengono i neuroni che integrano le informazioni provenienti dai vari sensi e che collegano le due metà del cervello. ‘’Si tratta di un'invenzione relativamente recente - ha spiegato ancora Mueller - evolutivamente parlando, e lo strato si è notevolmente ampliato nel corso dell'evoluzione dei primati’’. Questo livello più esterno conferisce agli umani la capacità del pensiero astratto, la pianificazione del futuro e la capacità di risolvere problemi: le caratteristiche principali del nostro intelletto. Grazie a queste nuove scoperte, ha concluso Mueller , ‘’si potrebbe aprire una porta per cercare di produrre neuroni di livello superiore, che sono spesso quelli danneggiati nelle persone con disturbi psichiatrici" come nel caso di autismo e schizofrenia.

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