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La longevità delle donne è nel 'loro' Dna

Contiene mutazioni che penalizzano solo gli uomini

08 agosto, 10:00
Le donne vivono piu' a lungo degli uomini grazie alle informazioni scritte nel Dna contenuto nelle centrali energetiche delle cellule, i mitocondri (fonte: National Human Genome Research Institute) Le donne vivono piu' a lungo degli uomini grazie alle informazioni scritte nel Dna contenuto nelle centrali energetiche delle cellule, i mitocondri (fonte: National Human Genome Research Institute)

Se le donne vivono piu' a lungo degli uomini devono ringraziare il loro Dna, per l'esattezza il Dna mitocondriale che viene trasmesso soltanto per via femminile. In questa molecola, infatti, tendono ad accumularsi generazione dopo generazione delle mutazioni che influiscono negativamente sull'invecchiamento e la longevita' solo degli uomini. E' quanto emerge dallo studio condotto dall'australiana Monash University e pubblicato sulla rivista Current Biology.
La maggiore longevità delle femmine rispetto ai maschi non è una prerogativa umana, ma interessa molte specie del regno animale. Per fare luce sulle ragioni biologiche di questo fenomeno, i genetisti hanno focalizzato la loro attenzione sul Dna contenuto nei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule. In particolare, i ricercatori hanno messo a confronto il Dna mitocondriale di esemplari maschi e femmine del moscerino della frutta, un animale modello usato per le ricerche di genetica nei laboratori di tutto il mondo. Dai risultati è emerso che la variabilità genetica presente nei mitocondri può essere usata come una 'sfera di cristallo' piuttosto affidabile per prevedere l'aspettativa di vita nel sesso maschile, ma non in quello femminile. La ricerca, in particolare, evidenzia numerose mutazioni che sembrerebbero influire sulla velocità del processo di invecchiamento e quindi sull'aspettativa di vita dei maschi, ma non delle femmine.
Secondo l'ipotesi formulata dai ricercatori, queste mutazioni dannose per i maschi tendono ad accumularsi nei mitocondri proprio a causa del particolare meccanismo che regola l'ereditarietà del Dna mitocondriale. Mentre il Dna contenuto nel nucleo delle cellule viene ereditato al 50% dalla madre e al 50% dal padre, quello mitocondriale viene ereditato solo per via materna. ''Questo significa che il processo di controllo esercitato dall'evoluzione, ovvero la selezione naturale, verifica la qualità dei geni mitocondriali solo nelle madri'', spiega uno degli autori della ricerca, Damian Dowling. ''Se compare una mutazione che danneggia i padri e non le madri - aggiunge - questa scivolerà sotto l'occhio della selezione naturale passando inosservata. Dopo migliaia di generazioni, molte mutazioni come questa si accumuleranno, andando a danneggiare solo i maschi e risparmiando le femmine''. La ricerca dimostra quindi che ''i mitocondri sono delle zone calde per le mutazioni che colpiscono la salute maschile. Quello che vogliamo fare ora - conclude Dowling - è scoprire quali meccanismi genetici possano essere messi in atto per annullare gli effetti negativi di queste mutazioni garantendo la salute maschile''.

 

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