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Così le staminali difendono il cervello dai tumori

Spingono al suicidio le cellule malate

23 luglio, 14:34
Le cellule progenitrici neurali del cervello accorrono verso il tumore (fonte: Rainer Glass) Le cellule progenitrici neurali del cervello accorrono verso il tumore (fonte: Rainer Glass)

 Il cervello 'bambino' è dotato di potenti armi di autodifesa per proteggersi dai tumori. Sono molecole prodotte da un tipo di cellule staminali, che vengono 'puntate' contro le cellule tumorali per indurle al suicidio. Il meccanismo, descritto sulla rivista Nature Medicine, è stato scoperto dalla ricerca tedesca coordinata dal Max Delbruck Institute di Berlino e dalla Ludwig Maximilians University di Monaco di Baviera, alla quale l'Italia ha partecipato con gli Istituti di Chimica Biomolecolare e di Cibernetica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Pozzuoli (Napoli).

I ricercatori hanno scoperto che nel cervello più giovane dei topi esistono cellule staminali nervose, le cosiddette cellule progenitrici neurali, che vengono allertate quando compare un tumore del cervello particolarmente aggressivo, chiamato glioblastoma. Una volta migrate sul posto, le staminali iniziano a produrre le loro armi di autodifesa, ovvero delle molecole derivate da acidi grassi e chiamate endovanilloidi. Come delle chiavi in una serratura, le molecole vanno a legarsi in modo specifico a un recettore chiamato TRPV1. presente in grandi quantità sulla superficie delle cellule tumorali. Si tratta dello stesso recettore attivato dalla capsaicina, la sostanza alla base del carattere 'pungente' del peperoncino rosso. Il legame tra endovanilloidi e recettore TRPV1 attiva quindi una cascata di segnali all'interno della cellula tumorale, spingendola a suicidarsi.

''Questa scoperta potrebbe spiegare perchè il glioblastoma è un tumore molto più frequente negli anziani, che hanno una produzione più bassa di cellule staminali nervose''. spiega Vincenzo Di Marzo, coordinatore del gruppo di ricerca sugli endocannabinoidi del Cnr di Pozzuoli. ''Ovviamente questi studi sono stati fatti in modelli animali di glioblastoma - aggiunge l'esperto - e bisognerebbe attendere comunque i risultati di studi clinici ad hoc. Lo studio, però, non si limita a dimostrare il ruolo delle cellule staminali nervose nel controllo del glioblastoma: ne indica anche il meccanismo molecolare. Ciò potrebbe consentire l'uso come antitumorali di molecole sintetiche o naturali che attivano lo stesso meccanismo, quali i vanilloidi''. I ricercatori hanno infatti iniziato a muoversi in questa direzione, riuscendo a ricreare lo stesso meccanismo di autodifesa nel cervello dei topi adulti usando un vanilloide sintetico chiamato arvanil, precedentemente sviluppato proprio nei laboratori di Vincenzo Di Marzo.

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