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Banco di prova per altre malattie neurodegenerative

Nuovi test possibili dopo le risposte sulla sicurezza

28 giugno, 19:24
Colture di cellule progenitrici dei neuroni (fonte: UC San Diego School of Medicine) Colture di cellule progenitrici dei neuroni (fonte: UC San Diego School of Medicine)

E' ottimista, Angelo Vescovi, direttore dell'Irccs Casa Sollievo della Sofferenza di San Pio a San Giovanni Rotondo (Foggia), dove cellule staminali ottenute da un feto abortito spontaneamente sono state coltivate e iniettate in un paziente colpito da Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla). ''Anche da un singolo donatore - ha detto - é possibile generare cellule sane senza problemi''.

E' chiaro che non è ancora una cura, ma la sperimentazione che nei prossimi due anni coinvolgerà altri 17 pazienti potrebbe diventare una dimostrazione di principio capace di aprire la strada a sperimentazioni su altre malattie degenerative che attualmente non lasciano speranze.

Vescovi è ansioso di vedere in azione la tecnica che ha messo a punto a partire dal 1996 e che riesce a moltiplicare indefinitamente le cellule nervose ottenute da piccole quantità di tessuto prelevato da feti abortiti spontaneamente. E' il lavoro che ha segnato la maggior parte del lavoro di Vescovi dal suo rientro in Italia dal Canada. ''Con una piccola quantità di tessuto potremmo teoricamente trattare almeno cento pazienti'', osserva. ''Non è escluso - ha aggiunto - che, una volta noti i risultati di questa prima fase della sperimentazione, quindi fra almeno due anni, non si possano trattare i primi pazienti con la sclerosi multipla''.

La sperimentazione in corso è, in definitiva, una sorta di banco di prova della tecnica di coltivazione e moltiplicazione delle cellule staminali nervose fetali elaborata da Vescovi. ''Se si dimostrasse sicura - ha detto - sarebbe già una cosa stupenda''. In questo caso si tratta di verificare che cellule 'addestrate' a moltiplicarsi indefinitamente non possano provocare tumori. ''Ma soprattutto - ha aggiunto - aprirebbe a sperimentazioni su tante altre malattie: oltre alla Sla e alla sclerosi multipla potrebbe essere testata sull'Alzheimer e il parkinson, su alcune malattie metaboliche come la leucodistrofia metacromatica e la malattia di Sandhoff, o ancora l'ischemia cerebrale''.

E' una strada tutta italiana, che si distingue da quella americana, adottata nei test sull'uomo in corso alla Emory University di Atlanta: ''Noi - ha spiegato Vescovi - utilizzano cellule della corteccia cerebrale prelevate da feti morti naturalmente, mentre alla Emory utilizzano cellule del midollo prelevate da feti da aborto terapeutico''.

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