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Il cervello umano è più antico del previsto

Si è sviluppato con la posizione eretta

08 maggio, 15:04
Il cranio di uno scimpanzè (a sinistra) a confronto con quello del bambino di Taung (al centro) e quello di un uomo moderno (a destra) (fonte:  M. Ponce de León e Christoph Zollikofer, Università Zuriigo)   Il cranio di uno scimpanzè (a sinistra) a confronto con quello del bambino di Taung (al centro) e quello di un uomo moderno (a destra) (fonte: M. Ponce de León e Christoph Zollikofer, Università Zuriigo)

L'evoluzione del cervello è molto più antica di quanto si credesse ed è stata fortemente influenzata anche dal passaggio alla posizione eretta. Lo dimostra lo studio condotto su un baby ominide africano, un piccolo di 3 o 4 anni vissuto 2,5 milioni di anni fa. La ricerca, pubblicata sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniit, è stata coordinata da Dean Falk, dell'Università statale della Florida a Tallahassee.

I ricercatori hanno analizzato con la Tac i resti del cranio di un piccolo di Australopithecus africanus, noto come il ''bambino di Taung''. Il fossile analizzato comprende gran parte del viso, la mascella e i denti. I ricercatori hanno anche studiato un calco naturale interno della scatola cranica.

Il cranio del bambino aveva ancora la cosiddetta ''fontanella'' (sutura metopia) aperta, ovvero il denso tessuto connettivo tra le due metà dell'osso frontale del giovane cranio era solo parzialmente fuso. Il confronto con strutture simili di scatole craniche di scimpanzé adulti, bonobo e altri ominidi ha rivelato che nelle grandi scimmie la sutura si chiude normalmente come una sorta di ''chiusura lampo'' subito dopo la nascita. Negli esseri umani, invece, questa fusione avviene ben dopo la nascita, all'incirca all'età di due anni.

''L'aumento delle dimensioni del cervello della specie umana ha subito un'ulteriore svolta nella sua evoluzione quando è avvenuto il passaggio migratorio dall'Africa verso l'Europa'', commenta Piergiorgio Strata, presidente dell'Istituto Nazionale di Neuroscienze. Uno sviluppo che ha subito una forte accelerazione causata dalla ''nnaturale spinta selettiva dovuta all'adattamento dell'uomo ai diversi fenomeni ambientali e climatici''. Come è noto, la migrazione non è avvenuta in breve tempo, ''ma in un lento continuum proveniente dall'Africa, accumulando così un enorme aumento del volume del cervello''.

Secondo gli studios, la fusione ritardata o assente negli ominidi potrebbe rappresentare un vantaggio adattivo che ha facilitato il processo di nascita, considerata la difficoltà di partorire un neonato con una testa più grande, attraverso un canale del parto riadattato per la posizione eretta. La mancanza della fusione potrebbe inoltre permettere l'espansione della corteccia prefrontale, una parte del cervello umano cruciale per lo sviluppo delle capacità cognitive avanzate.

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