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Due nuovi centri ricerca Eli Lilly in Inghilterra e Cina

Si svilupperanno nuovi farmaci per neuroscienze e diabete

16 luglio, 15:17
Centro di ricerca Eli Lilly a Erl Wood Centro di ricerca Eli Lilly a Erl Wood

Neuroscienze e diabete: questi gli ambiti di studio su cui lavoreranno i due nuovi centri di ricerca aperti dalla multinazionale farmaceutica Eli Lilly in Inghilterra e in Cina. Nel Regno Unito, nello stabilimento di Erl Wood nel Surrey inaugurato un paio di mesi fa, oltre 600 persone saranno impegnate a sviluppare nuovi farmaci e molecole contro Alzheimer, Parkinson, schizofrenia, disturbi dell'umore e del sonno, mentre in Cina sta per avviare la sua attivita' un nuovo centro di ricerca a Shangai. I dettagli sono stati presentati oggi a Londra in una conferenza stampa.

 

''Nel nuovo centro per le neuroscienze cognitive del Surrey - spiega Sarah Chatam, managing director del centro ricerche del Regno Unito - si concentrera' l'impegno di un consorzio di scienziati che operano nell'industria e in sei universita', quelle di Oxford, Cambridge, Kings college di Londra, Bristol, Cardiff e Maynooth in Irlanda''. Con il sito inglese collaboreranno anche alcuni atenei italiani, quali quello della Sapienza di Roma, di Bologna, Torino, la Statale di Milano e la Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste. Nel nuovo laboratorio, frutto di un investimento di 5,4 milioni di sterline, lavorano persone di 45 nazionalita' diverse su 30 diverse discipline.

 

A Shangai invece il nuovo centro di ricerca e sviluppo, dove saranno impegnati 150 ricercatori, sara' concentrato sullo sviluppo di trattamenti innovativi e farmaci per il diabete, in particolare nell'individuare altri meccanismi d'azione che possono essere adattati alla popolazione cinese per ritardare la progressione della malattia. In Cina infatti il diabete colpisce quasi 90 milioni di cittadini, a causa di uno stile di vita sedentario sempre piu' diffuso. Qui i ricercatori si concentreranno a studiare le differenze del corredo genetico dei pazienti asiatici, che hanno un indice di massa corporea molto piu' basso dei pazienti americani, ma una maggiore prevalenza di obesita' addominale, fegato grasso e insulino-resistenza.

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