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Centri medicina nucleare,si punta a referti unici e digitali

Modello gestione qualita' per uniformarli lungo tutto lo Stivale

13 giugno, 20:41

Gestire le prestazioni, sia diagnostiche sia terapeutiche secondo requisiti di qualita', evitare ridondanza e ripetizione di esami e arrivare a parlare un linguaggio comune e condiviso, dotandosi di mezzi informatici fino a registrare la storia clinica personale del paziente su un chip o sulla banda magnetica della tessera sanitaria.

 

E' il cuore del modello di certificazione sviluppato dall'Associazione Italiana di Medicina Nucleare (AIMN) e Bureau Veritas applicabile alle oltre 250 strutture di medicina nucleare presenti in Italia; uno strumento di verifica di qualita' e confronto, omogeneo per tutto il territorio nazionale, sviluppato definendo standard di riferimento relativi alla sicurezza delle prestazioni per pazienti e operatori e alla qualita' delle tecnologie impiegate.

 

L'AIMN e un'associazione volontaria, spiega Nicola Mazzuca, delegato nazionale AIMN per l'Area professionale Medica, e rappresenta il riferimento delle attivita' di Medicina Nucleare e Imaging Molecolare (radioterapia, diagnostica etc).

 

''Il modello AIMN-Bureau Veritas e' un disciplinare strutturato tenendo conto delle normative vigenti sui diversi aspetti (qualita', ambiente, sicurezza e responsabilita' sociale), integrando anche gli elementi caratterizzanti e prescrittivi della medicina nucleare'', spiega; finora e' stato testato ed e' in avanzata fase di sviluppo nelle strutture di medicina nucleare di Aosta e Forli' (facenti capo alle rispettive aziende ospedaliere). Inoltre al momento hanno aderito, grazie al sostegno AIMN, 10 strutture e c'e' interessamento forte da parte di altre 20.

 

Il modello si articola su vari fronti: gestione della documentazione (puntando a referti che parlino un'unica lingua in qualsiasi struttura italiana), gestione delle risorse ed erogazione delle prestazioni per massimizzarne l'appropriatezza e al tempo stesso garantire pari qualita' a ogni cittadino. E' importante anche la definizione degli obiettivi e la messa in atto di procedure di verifica periodica delle attivita'.

 

Il modello si occupa anche di rischio clinico, fornendo procedure il piu' possibile standardizzate per scovare e correggere eventuali non conformita' e 'quasi incidenti', evitando incidenti veri.

 

In queste procedure standard rientrano ad esempio i processi di accettazione e riconoscimento del paziente, di preparazione e somministrazione dei radiofarmaci con meccanismi informatici a prova di errore che permettano anche la tracciabilita' del paziente in tutte le fasi. Altri obiettivi sono la qualificazione professionale dei medici nucleari e il referto 'standard', cioe' arrivare in tutti i centri a un unico linguaggio per stilare i referti, per garantire che una certa condizione (ad esempio una lesione tumorale) sia descritta in modo univoco ovunque. Parlare la stessa lingua significa capirsi tra professionisti di centri diversi, quindi non rallentare i percorsi di diagnosi e cura, inoltre ridurre gli esami inutili (la ridondanza, cioe' la richiesta di un numero eccessivo di esami, ammonta in media al 10% degli esami eseguiti). E' normale, infatti, che se uno specialista non capisce il referto stilato da un altro, chiedera' l'esecuzione di altri esami se non addirittura la ripetizione dello stesso esame.

 

L'obiettivo piu' ambizioso che e' inquadrato nel modello di gestione qualita', conclude Mazzuca, e' arrivare a memorizzare la storia clinica personale di un paziente su un supporto quale puo' essere la sua tessera sanitaria, usando una procedura e un linguaggio uniformi in qualunque struttura il paziente acceda.

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