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Del grande, il mare di mezzo al tempo dei respingimenti

Frutto di tre anni di inchieste

14 dicembre, 00:18
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Dopo 'Come un uomo sulla terra' e 'Mamadou va a morire', due libri incentrati sui traffici di esseri umani e le stragi di clandestini nel Mediterraneo, arriva in questi giorni in libreria, per Infinito Edizioni, con il patrocinio di Amnesty International, Asgi e Cric, il nuovo libro di Gabriele Del Grande, il fondatore di Fortress Europe, l'osservatorio sulle vittime dell'emigrazione.

Si intitola 'Il mare di mezzo' ed e' il frutto di tre anni di inchieste sui respingimenti nel Mediterraneo ma anche un viaggio tra memoria e attualita'.

''A noi scrittori - dice Del Grande - non restano che la parole per sovvertire la realta'. Io ho scelto le parole del mio amato Mediterraneo, il mare di mezzo. Ho scelto le storie dei padri di Annaba e quelle dei padrini di Tunisi. Le storie delle diaspore di due ex colonie italiane come l'Eritrea e la Somalia negli anni dei respingimenti in Libia e quelle dei pescatori del Canale di Sicilia. Le storie degli italiani tra virgolette che l'Italia manda via e quelle delle tante Italie nate senza fare rumore AilatiditaliA, nelle campagne marocchine, sul delta del Nilo e nei villaggi del Burkina Faso''.

Gabriele Del Grande - espulso dalla Tunisia e nella lista nera dei servizi segreti locali - si era messo sulle tracce dei somali e degli eritrei respinti in Libia, facendo luce sul piu' misterioso naufragio mai verificatosi sulla rotta per l'Italia. La rete di informatori dell'autore toscano si allarga dalla costa meridionale del Mediterraneo all'Italia e ai centri di espulsione. Ne nascono inchieste su truffe e pestaggi. E parecchi guai. Ma - come insegnano i pescatori di Mazara - non ci si puo' girare dall'altra parte. E il viaggio alla ricerca della verita' continua, dal Nilo al Burkina Faso.

Per questa nuova coraggiosa esplorazione sulle due sponde del Mare Mediterraneo lungo le rotte dei viaggiatori di ieri e di oggi, di donne, uomini e anche bambini che cercano un futuro e trovano una barriera di acciaio e pregiudizio, alla merce' di mercanti di esseri umani, feroci carcerieri e crudeli accordi internazionali, come quello tra Italia e Libia, Del Grande riesce ad essere ironico: Sant'Agostino era africano. Oggi che ne sarebbe di lui? Forse respinto in Libia. Oppure disperso in mare. Magari rinchiuso in un centro di espulsione.

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