Siria: 5000 morti nel Ramadan, Assad riapparso in pubblico

Inferno a Daraa. Stampa, aiuti a ribelli da 007 britannici

20 agosto, 09:39

(ANSAmed) - ROMA, 20 AGO - E' di 170 morti il bilancio delle violenze ieri in Siria secondo gli attivisti dell'opposizione dei comitati di coordinamento locale. Nella provincia di Daraa, 100 km a sud di Damasco al confine con la Giordania, si contano 51 vittime. Gli attivisti riferiscono di intensi bombardamenti in tutta la provincia.

E la Giordania ha inviato una protesta formale a Damasco per il ferimento di una bimba di 4 anni sul proprio territorio, causata da quattro razzi.

Ieri il presidente siriano Bashar al Assad e' ricomparso in pubblico per la fine del Ramadan, mese in cui gli attivisti siriani contano quasi 5.000 morti in quella che oramai non può che definirsi una vera e propria guerra civile. E mentre gli Osservatori dell'Onu lasciano la Siria - il loro mandato e' scaduto a mezzanotte - emerge un sempre maggior coinvolgimento degli 007 occidentali nel conflitto.

Assad ha partecipato nella moschea di Damasco Rihab al-Hamad alla preghiera dell'Eid el-Fitr, che segna la fine del Ramadan.

Nelle immagini mostrate dalla tv di Stato, il rais prega con a fianco alti responsabili del suo regime, dal primo ministro Wael al-Halaqi al capo del Parlamento Jihad Lahham. Sarebbe stata ò'occasione per smentire le voci sulla diserzione del suo numero due, il vicepresidente Faruq al Sharaa, ma il politico sunnita non c'era. Le voci sulla sua defezione si sono rincorse anche ieri, con fonti libanesi ed israeliane che sostengono che Assad avrebbe già deciso un nuovo vice, forse il ministro dell'Interno Mohammad al-Shaar.

A 48 ore dalla presunta defezione, smentita dal regime con un comunicato, è dunque ancora mistero su Sharaa: secondo fonti dell'opposizione sarebbe agli arresti, secondo altre ancora nascosto in attesa di poter fuggire in Giordania dalla sua città natale, Daraa. Proprio a Daraa, da cui è scaturita la rivolta siriana 17 mesi fa, quando l'arresto di un gruppo di ragazzini che inneggiava slogan anti-regime ha fatto esplodere le prime proteste poi dilagate in tutto il Paese, anche ieri gli attivisti hanno denunciato bombardamenti pesanti, con gli aerei, l'artiglieria, i carri armati, oltre allo spiegamento dei cecchini sui tetti della città. Nel mese di Ramadan, stimano i comitati di coordinamento locale, nella città a circa 100 km a sud di Damasco i morti sono stati 506. Intanto, emerge che gli 007 britannici hanno aiutato i ribelli siriani a lanciare devastanti attacchi contro le forze fedeli al regime, ha raccontato una fonte dell'opposizione siriana al Sunday Times, secondo la quale le autorità di Londra "sono a conoscenza e approvano al cento per cento" i segnali che le basi dell'intelligence a Cipro passano attraverso la Turchia alle truppe ribelli dell'Esercito siriano libero (Esl).

Il tedesco Bild, dal canto suo, spiega che alcune navi dei servizi segreti tedeschi sono ormeggiata davanti alle coste siriane per 'spiare' i movimenti delle truppe di Assad e passare informazioni ai ribelli. Il New York Times aveva già rivelato la presenza di team della Cia in Turchia che armano i ribelli.

La missione del nuovo inviato dell'Onu e Lega Araba Lakhdar Brahimi sembra davvero impossibile, e le prima uscita dell'algerino, che non si è voluto esprimere sulla cacciata di Assad - "non sono abbastanza informato su ciò che sta accadendo" - ha scatenato le ire del Cns, che ha chiesto scuse ufficiali.

(ANSAmed).

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