Slovenia: debito declassato, voci ricorso fondo salva-stati

Interesse titoli stato supera 7%. Ma governo Lubiana smentisce

10 agosto, 15:48

(ANSAmed) - LUBIANA, 10 AGO - Nell'arco di una settimana la Slovenia, in passato il primo della classe dei nuovi Paesi europei, oggi duramente colpita dalla stretta creditizia, si e' vista tagliare il rating del suo debito sovrano e delle maggiori banche da tre agenzie internazionali, per la seconda volta dall'inizio dell'anno. Sono pertanto sempre piu' insistenti le voci secondo le quali in autunno la Slovenia potrebbe diventare il sesto Paese membro dell'Ue a chiedere aiuti al fondo salva-stati europeo. Prima il 2 agosto Moody's ha declassato lo status della Slovenia da A2 a Baa2, con un outlook negativo, poi e' stata la volta di Standard and Poor's (da A+ ad A) e infine, mercoledi' scorso di Fitch, sempre di un punto, ad A-, spiegando che la decisione e' motivata ''dallo stato preoccupante in cui versa il settore finanziario del Paese''. Il deterioramento della situazione nelle banche e la lentezza dell'azione del governo, che continua a posticipare la decisione sulla ricapitalizzazione dei maggiori istituti di credito, tra l'altro di proprieta' dello Stato, vengono indicati da tutte e tre le agenzie come la principale ragione per il giudizio negativo sullo stato delle finanze pubbliche slovene. Secondo Fitch il governo dovra' spendere circa 2,8 miliardi di euro per stabilizzare le banche, pari all'8 per cento del Pil nazionale. Immediatamente e' schizzato anche lo spread e ora gli interessi sui titoli di Stato sloveni a scadenza decennale sono arrivati al 7,03 per cento, limite considerato insostenibile a lungo termine, dopo il quale altri Paesi dell'euro hanno dovuto chiedere aiuti a Bruxelles. Il governo, guidato dal conservatore Janez Jansa, ha piu' volte smentito le voci che Lubiana dovra' ricorrere al fondo salva-stati e si e' definito ''sorpreso'' dal giudizio delle agenzie che ''non avrebbero valutato in modo adeguato le misure di risparmio messe in atto dallo scorso maggio''. Jansa continua a insistere come, per quanto sia evidente che la banche avranno bisogno di aiuto, lo stato delle finanze pubbliche e' lontano dal definirsi preoccupante.

Infatti, la legge finanziaria prevede una diminuzione del deficit dal 6,4 nel 2011 a circa 4 per cento quest'anno, mentre il debito pubblico continua a mantenersi a livelli contenuti, al 48 per cento del Pil. Mercoledi' il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung ha pubblicato un ampio servizio che ha avuto larga eco sulla stampa slovena. L'articolo sostiene che la Slovenia e' uno tra i Paesi dell'euro maggiormente colpiti dalla crisi e che nella societa' inizia a dominare un forte pessimismo. Al momento dell'ingresso nella Ue nel 2004 e poi nell'euro, nel 2007, come primo Paese dell'est europeo ad adottare la moneta unica, l'economica slovena, scrive il giornale, assomigliava ''a una piccola Austria'', mentre ''negli ultimi due anni e' sempre piu' simile all'Italia''. (ANSAmed).

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