Crisi: Obama sferza leader Ue, serve chiarezza

scettico su G20; agire subito, rischio contagio e fuga da banche

14 giugno, 09:31

(di Ugo Caltagirone) (ANSAmed) - NEW YORK, 14 GIU - Il G20 si avvicina e il presidente americano, Barack Obama, nonostante l'asfissiante pressing sull'Europa è scettico sull'esito del summit che si svolgerà lunedì e martedì a Los Cabos, in Messico.

"E' improbabile che vengano annunciati progressi significativi sulla crisi dell'Eurozona", ammette un alto responsabile dell'amministrazione statunitense. L'irritazione della Casa Bianca verso il Vecchio Continente é ai massimi livelli. Quello che si pretende dai leader europei "é più chiarezza sulle misure anticrisi". Ed al più presto: "Prima del Consiglio Ue di fine giugno". Ma con l'aria che tira, a Washington i timori per i rischi di contagio e per una fuga dalle banche aumentano. A ufficializzare il pessimismo che regna oltreoceano è il segretario al Tesoro americano, Timothy Geithner: "Bene il salvataggio delle banche spagnole, è un segnale concreto. Ma - ha sentenziato senza mezzi termini - i passi dell'Europa verso la crescita sono modesti". Da parte della Ue non si vede ancora quel colpo di reni, quella svolta chiesti al G8 di Camp David. E - ha aggiunto Geithner - "se si aspetta ad agire e si lascia i mercati andare avanti, alla fine aumenta sempre di più il costo per la risoluzione della crisi". Geithner non ha nascosto i timori per un ulteriore deterioramento della situazione nella zona euro, con le conseguenze che colpiscono sempre di più "anche l'economia americana e quella del resto del mondo". Ed ha esortato nuovamente le capitali europee a mettere in campo le misure necessarie con la rapidità e l'efficacia con cui lo fecero gli Stati Uniti dopo la crisi del 2007 e 2008. "La nostra crisi fu molto più profonda, ma oggi le nostre banche sono più forti", ha sottolineato il segretario al Tesoro, confermando che le autorità europee sono costantemente in contatto con quelle americane, chiedendo "consigli" su come procedere. Il presidente Obama, intanto, ha sentito al telefono sia il presidente della Ue, Herman Van Rompouy, sia quello messicano Felipe Calderon che ospiterà il G20 di Los Cabos. In entrambi i colloqui si è sottolineata ancora una volta la necessità di "fare passi importanti per la crescita": proprio quelli che l'Europa stenta a compiere. "Bisogna trovare un equilibrio tra crescita e rigore", ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ribadendo però come per Washington la priorità è nel breve termine il rilancio dell'economia e dell'occupazione, mentre le medio e lungo termine bisogna assicurare anche il consolidamento dei conti pubblici. La preoccupazione di Obama, però, e che a questo punto il G20 si trasformi un flop.(ANSA). CU/
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