Siria: estesa missione Onu, ancora scintille Usa-Russia

Scontri anche ad Aleppo, si profila emergenza profughi

20 luglio, 20:05

(di Alberto Zanconato) (ANSAmed) - BEIRUT, 20 LUG - Nemmeno una risoluzione approvata oggi all'unanimità del consiglio di Sicurezza Onu, che prolunga di 30 giorni il mandato degli osservatori in Siria, ha potuto mettere il silenziatore alle polemiche tra Usa e Russia, con Washington che ha ribadito l'intenzione di agire al di fuori dell'Onu e Mosca che ha definito "un segnale preoccupante" tale affermazione. Mentre sul terreno l'esercito continua la controffensiva per respingere le infiltrazioni dei ribelli a Damasco e scontri si accendono, per la prima volta, ad Aleppo, secondo città e cuore economico del Paese.

Intanto l'emergenza profughi si profila all'orizzonte, con 30mila siriani che si sono riversati in Libano in sole 48 ore e 400 mila iracheni, che in Siria avevano cercato riparo dalle violenze nel loro Paese, costretti ora a fuggire nella direzione opposta. Oltre che a organizzare l'evacuazione di massa, il governo di Baghdad ha pensato oggi a mettere in sicurezza la regione occidentale di Anbar confinante con la Siria, e già infestata dai miliziani di Al Qaida, inviando rinforzi lungo la frontiera dopo che ieri i ribelli siriani si erano impadroniti del posto di frontiera di Al Qaem.

Ieri, con 248 morti, è stato il giorno più sanguinoso dall'inizio della crisi, secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti dell'uomo in Siria (Ondus). Oggi almeno altre 145 persone sono morte, secondo i Comitati locali di coordinamento dell'opposizione. Nei quartieri centrali di Damasco la situazione sembra volgere a favore delle forze governative dopo sei giorni di scontri. Fonti del regime hanno detto che il quartiere di Midan è stato "ripulito dai terroristi", mentre l'esercito ha dato l'assalto ad altre due aree, quelle di Jobar e Kafar Suseh, e ha bombardato quello di Barzeh.

Ma combattimenti continuano nei sobborghi, mentre scontri sono stati segnalati dall'Ondus ad Aleppo nei quartieri di Salaheddin, Al Adamiya, Al Akrimiya e Ard al Sabbagh. La stessa fonte afferma che le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco contro una manifestazione anti-regime nel quartiere di Al Shaar.

Nel frattempo il capo degli apparati di sicurezza siriani, Hisham Hiktiyar, è morto oggi in seguito alle ferite riportate nell'attentato di mercoledì in cui sono stati uccisi altri tre uomini chiave della strategia anti-insurrezione, tra i quali Assef Shawkat, cognato del presidente Bashar al Assad. La televisione ha mostrato oggi i loro funerali, con le immagini del lancio di fiori sulle bare e una folla che applaudiva.

A New York il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, dove ieri il veto russo e cinese aveva bloccato una risoluzione che prevedeva sanzioni contro Damasco, ha approvato l'estensione per altri 30 giorni della missione Unsimis degli osservatori. Ha votato a favore anche la Russia, che in un primo momento aveva minacciato di opporsi anche a questo documento perché prevede che il mandato non possa essere ulteriormente esteso se il regime di Damasco non cesserà di usare le armi pesanti contro i ribelli e non sarà creata una situazione più sicura che permetta agli osservatori di spostarsi sul terreno.

L'ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite, Susan Rice, ha tuttavia attaccato nuovamente Mosca definendo "riprovevole" il veto di ieri e ribadendo che Washington agirà al di fuori dell'Onu. Azioni di questo tipo, ha risposto il presidente russo Vladimir Putin, sarebbero "inefficaci". Proprio la Russia è stata oggi protagonista di una strana 'gaffe', quando il suo ambasciatore in Francia, Alexander Orlov, ha detto che Assad sarebbe pronto ad uscire di scena, ma "in modo civile".

Immediata la smentita arrivata da Damasco. (ANSAmed).

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