Siria: s'avvicina battaglia decisiva per Aleppo

Insorti, pasdaran tra pellergini Iran

05 agosto, 19:51

Scontri ad Aleppo Scontri ad Aleppo

  (ANSAmed) - ROMA - La battaglia finale per Aleppo sta per cominciare: oltre 20.000 soldati dell'esercito governativo sono schierati attorno alla città, e i ribelli hanno ottenuto rinforzi e sono ben trincerati nelle zone della città che controllano, pronti a resistere fino alla fine per non far segnare ad Assad un punto decisivo. E mentre prosegue la fuga dei dissidenti in Turchia, a cui oggi si è aggiunto anche il primo astronauta siriano, l'Iran cerca di ottenere la liberazione dei 48 pellegrini sciiti rapiti ieri dai ribelli: tra essi, affermano gli insorti, ci sarebbero anche Guardiani della Rivoluzione, pasdaran, comparsi oggi in un video su Al Arabya. "Tutti i rinforzi sono arrivati e circondano la città. L'esercito è pronto per lanciare l'assalto decisivo e aspetta solo l'ordine", hanno detto fonti della sicurezza, che riconoscono come i ribelli siano ben trincerati e stiano ricevendo anche loro rinforzi, dopo aver subito per giorni colpi e attacchi da jet, elicotteri e artiglieria pesante. E anche oggi l'esercito siriano ha bombardato il quartiere di Salah ad din, principale roccaforte dei ribelli, e altri scontri sono avvenuti nei quartieri di Hamdaniye, Sukkari, Al Ansari e Jamiyat al-Zahra, dove sono morti due insorti. Scontri continuano anche a Damasco, l'altro decisivo campo di battaglia, dove l'esercito afferma di aver annientato l'ultima roccaforte dei ribelli, e i ribelli affermano invece di essersi ritirati. Nonostante la tensione continui a salire, i morti ad aumentare e l'Onu a rimanere ostaggio dei veti di Russia e Cina, il ministro della Difesa tedesco, Thomas de Maiziere, ha ancora una volta escluso la possibilità di un intervento militare. Per il ministro, le dimissioni dell'inviato speciale Kofi Annan non cambiano in alcun modo la posizione tedesca rispetto alla crisi siriana. "Lo scacco della diplomazia non deve automaticamente portare a scegliere l'opzione militare", ha detto, riconoscendo però come sia "frustrante" assistere alle uccisioni che avvengono in Siria "senza essere in grado di intervenire direttamente". Ma la diplomazia non è immobile: il segretario di stato americano Hillary Clinton sarà in Turchia l'11 agosto proprio per parlare di Siria. Intanto, l'Iran sta cercando di ottenere il rilascio dei 48 pellegrini ostaggio degli insorti, chiedendo anche l'aiuto di Turchia e Qatar che hanno buoni rapporti con gli insorti. Diplomatici iraniani e la tv di Stato siriana hanno spiegato che il rapimento, avvenuto nei pressi del santuario di Sayyda Zainab, uno dei luoghi di culto per gli sciiti, è stato opera di "gruppi armati". Ma la loro liberazione non è un atto così scontato perché i ribelli affermano che dopo averli interrogati hanno scoperto che tra di loro vi sono diversi pasdaran. Prosegue inoltre la fuga dei dissidenti in Turchia: oggi un nome eccellente si è unito ai rifugiati, Muhammed Ahmed Faris, primo astronauta siriano e generale dell'aviazione militare, che ha fatto prima una tappa ad Aleppo, sua città natale, in segno di solidarietà ai ribelli. Faris, 61 anni, aveva già tentato tre volte di fuggire dalla Siria. Nell'87 era stato il primo siriano a volare nello spazio, raggiungendo la stazione spaziale sovietica Mir a bordo di una Soyuz e rimanendo lì diversi giorni.(ANSAmed).
DEF/

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA