Crisi: Grecia; redditi diminuiti del 25% nel 2011, dice Ocse

Ma Banca Centrale prevede ulteriore riduzione 20% nel 2013-14

26 aprile, 16:35

(ANSAmed) - ATENE, 26 APR - Nonostante le rigide misure di austerita' messe in atto dal governo di Atene di comune accordo con i creditori internazionali per cercare di risanare i disastrati conti statali, in Grecia la recessione si fa sentire sempre piu' pesantemente. Proprio oggi, infatti, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha reso noto che l'anno scorso i redditi nel Paese sono diminuiti di ben il 25,3% rispetto all'anno precedente. Il dato e' emerso da un rapporto annuale dell'Ocse in cui sono state elaborate le cifre fornite dal ministero delle Finanze ellenico. Ma, quel che e' peggio, e' che il futuro non promette proprio niente di buono. Appena due giorni fa, infatti, il governatore della Banca Centrale ellenica, Giorgos Provopoulos, presentando il rapporto annuale dell'istituto da lui diretto sull'andamento dell'economia nazionale ha anticipato che per l'anno in corso la recessione tocchera' il 5%, mentre per una prima, timida ripresa economica si dovra' attendere almeno la fine del 2013. Per tutti questi motivi, la Banca Centrale prevede che per il periodo 2013-14 i redditi dei lavoratori del settore pubblico e privato subiranno un'ulteriore riduzione di circa il 20%, mentre il tasso di disoccupazione restera' al di sopra del 19%. Come ha reso noto di recente l'istituto ellenico di statistica (Elstat), lo scorso gennaio il tasso di disoccupazione in Grecia ha toccato un nuovo record, arrivando al 21.8% dopo che nel dicembre precedente aveva segnato il 21.2%. In pratica, la percentuale di quanti non lavorano in Grecia e' quasi raddoppiata dal 2010, anno in cui l'impatto della crisi ha cominciato a farsi sentire e il governo di Atene si rivolse all'Ue e al Fondo Monetario Internazionale (Fmi) per ottenere prestiti di emergenza.

Nello studio condotto dall'Ocse si rileva inoltre che i lavoratori greci stipendiati pagano tasse relativamente basse ma elevati contributi sociali. Maurice Nettley, economista esperto di politica fiscale presso l'Ocse, ha dichiarato che nel 2011 lo stipendio medio lordo annuo è sceso da 20,457 euro a 15,729 euro. La riduzione ammonta al 23,1%, ma sale in realtà al 25,3% se si tiene conto dell'inflazione. Al netto delle imposte sui redditi (per i lavoratori non sposati) il reddito è calato del 25,5% a 16.180 euro annui. (ANSAmed).

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