Cinema:Venezia apre finestra su problemi sociali mondo arabo

A 69/ma Mostra, prima regista saudita e rivolte arabe

06 agosto, 12:36

(di Cristiana Missori) (ANSAmed) - ROMA, 6 AGO - C'è "Wadjda" il primo lungometraggio girato da una donna in Arabia Saudita, Haifaa Al Mansour, al prossimo Festival di Venezia. E ci sono le rivoluzioni egiziana e tunisina, raccontate dai registi Ibrahim El Batout ("Winter of Discontent") e Hinde Boujemaa ("It Was Better Tomorrow"). Dal 29 agosto all'8 settembre, la 69/ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia apre una finestra sul mondo arabo, i suoi problemi sociali e la voglia di democrazia. "Il mio primo film parlera' di una storia come tante: la voglia di una ragazzina undicenne di fare ciclismo, che vive in una societa' che vieta alle donne di praticare sport considerati per soli uomini", spiegava ad ANSAmed già alla fine del 2010 Haifaa Al Mansour, la prima donna ad avere impugnato una cinepresa in Arabia Saudita.

Sin dai primi anni 2000 Al Mansour ha iniziato a girare cortometraggi, riuscendo ad aprire la strada a un movimento indipendente di registe che hanno seguito il suo esempio. Ci sono voluti 3 anni per completare le riprese e riuscire a portare a Venezia "Wadjda", primo film interamente girato sul territorio, con un cast tutto saudita, in un Paese in cui non esistono sale cinematografiche. "L'unica possibilita' che abbiamo per vedere un film, e' guidare chilometri e chilometri, fino ad arrivare in Bahrain. Oppure ci sono i dvd e le proiezioni private", rimarca. Ironia della sorte per un regista.

Sempre nella sezione Orizzonti, a parlare di piazza Tahrir ci sara' l'ultimo lavoro del regista egiziano indipendente El Batout. "Winter of Discontent" e' co-prodotto e interpretato da Amr Waked, gia' noto in Italia per avere recitato insieme ad Alessandro Gassman in ''Il padre e lo straniero'' (2010) di Ricky Tognazzi e al fianco di George Clooney in ''Syriana'' (2005). Tre personaggi - Amr, un programmatore di personal computer, Farah, la sua fidanzata giornalista e Salah, un ufficiale della sicurezza - e il loro legame. Sullo sfondo la rivoluzione egiziana.

C'è poi "Yema", secondo lungometraggio della regista algerina Djamila Sahraoui. Un imbroglio famigliare che racconta gli anni schizofrenici del terrorismo nel Paese maghrebino.

Sempre per Orizzonti sara' anche presentato "Somewhere in Between", della regista e sceneggiatrice turca Yesim Ustaoglu. La rivolta tunisina vissuta al femminile sara' raccontata con il documentario di Hinde Boujemaa ("It Was Better Tomorrow", Fuori Concorso - Proiezioni Speciali).

Sempre tra i fuori concorso ci sono i lavori di Daniele Vicari, "La nave dolce", documentario dedicato alla drammatica storia dello sbarco dal "Vlora", mercantile giunto a Bari su cui erano ammassati 20 mila immigrati albanesi, e "Witness: Libya", di Abdallah Omeish, lavoro incentrato sui reporter di guerra in Libia e realizzato per il canale statunitense Hbo. Diverse, poi, le pellicole israeliane presenti alla Mostra diretta da Alberto Barbera. In concorso "Fill the Void", di Rama Burshtein; Amos Gitai con Carmel (Fuori Concorso - Proiezioni Speciali) e Lullaby To My Father (Fuori Concorso) e Idan Hubel, Manatek Ha-Maim (The Cutoff Man) (Orizzonti). "Water" di Nir Sa'Ar, Maya Sarfaty e Mohammad Fuad (Israele/Palestina, Francia), sara' invece un evento speciale fuori concorso. Per la Settimana Internazionale della Critica, tra le opere prime presentate ci sono "Muffa" di Ali Aydin (Turchia, Germania). Per le Giornate degli Autori, sezione autonoma promossa dalle associazioni dei registi italiani ANAC e 100 Autori, ci saranno infine "Inheritance", di Hiam Abbass (Francia, Israele, Turchia) e "Epilogue", di Amir Manor (Israele). (ANSAmed).

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