Attacco Sinai: tunnel Gaza nel mirino, sale tensione

Fiato sospeso nella strascia, 'Egitto di Morsi non ci punisca'

08 agosto, 19:32

Un contrabbandiere palestinese in uno delle centinaia di tunnel che collegano l'Egitto a Gaza Un contrabbandiere palestinese in uno delle centinaia di tunnel che collegano l'Egitto a Gaza

(di Sami el-Ajrami) (ANSAmed) - GAZA -  Gli echi della battaglia infuriata nel nord del Sinai fra l'esercito egiziano e unità di miliziani islamici rischiano ormai di deflagrare fra i palestinesi della confinante Striscia di Gaza e generano nella gente un crescente senso d'ansia. Da un lato, gran parte della popolazione si mostra indignata per l'uccisione, domenica sera, di 16 militari egiziani e la giudica un crimine imperdonabile. Ma dall'altro sale il timore che la reazione delle forze del Cairo si rivolga indirizzarsi presto anche verso i tunnel del contrabbando fra Sinai e Striscia, usati anvhr per l'approvvigionamento di generi di prima necessità. Dall'estremità meridionale della Striscia si vedono mezzi pesanti organizzarsi, pronti all'apparenza alla demolizione dei tunnel. Anche se nel Sinai settentrionale, nella zona di el-Arish, miliziani islamici hanno attaccato di nuovo nelle scorse ore le forze egiziane, proprio per impedire - si dice - che quelle gallerie clandestine siano messe fuori uso. Intanto il ministro degli interni dell'esecutivo di Hamas, Fathi Hammad, ha compiut un sopralluogo sul confine con l'Egitto. Ai gestori dei tunnel ha ricordato che per il momento é vietata loro qualsiasi attività. Il Cairo sospetta che da lì siano passati gli assalitori (o parte degli assalitori) che domenica hanno massacrato i 16 militari e un'inchiesta è tuttora in corso.

Da questa vicenda, viene fatto notare, Hamas ha in effetti molto da perdere. Certo, in un momento così delicato, non vuole irritare in alcun modo il nuovo governo egiziano e il presidente islamico 'fratello' Mohammed Morsi. Al tempo stesso la supervisione dei tunnel (stimati in un migliaio, di cui 400 particolarmente attivi) rappresenta per la leadership di Gaza un introito importante. In contatti discreti dietro le quinte, Hamas pare voler cercare dunque di salvare il salvabile.

A pesare c'è poi la chiusura a tempo indeterminato, ordinata dall'Egitto dopo la strage, del valico di Rafah: unico punto di transito disponibile per la popolazione di Gaza, Israele a parte. Ancora di recente, reduce da una visita al Cairo, il capo dell'esecutivo di Hamas, Ismail Haniyeh aveva annunciato che quel valico, grazie a Morsi, sarebbe rimasto aperto più che in passato. L'attacco di domenica ha però ribaltato le cose.

Su chi abbia in realtà ordinato la chiusura a oltranza di Rafah, esistono a Gaza opinioni diverse. Molti credono che Morsi avrebbe preferito astenersi da misure di punizione collettiva della Striscia, ipotizzando che il capo del Consiglio militare, Hussein Tantawi, gli abbia imposto invece la linea della fermezza. E concludono: "Il rischio, per i palestinesi di Gaza, é finire tutti vittime delle lotte di potere al Cairo".(ANSAmed).

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