Teatro: a Milano debutta 'mia figlia vuole portare il velo'

Piece Sabina Negri, duro confronto tra due donne franco-algerine

19 gennaio, 19:20

(ANSAmed) - MILANO, 19 GEN - E' ammissibile portare il velo in una societa' che ha fatto della laicita' e dell'emancipazione femminile due dei suoi cardini? E' intorno a questo interrogativo, destinato a restare insoluto, che ruota il testo teatrale scritto da Sabina Negri e diretto da Lorenzo Loris 'Mia figlia vuole portare il velo', che ha debuttato ieri sera a Milano al Teatro Out Off con repliche fino al 5 febbraio.

La piece, realizzata in coproduzione dalla Fondazione Teatro Fraschini di Pavia e dal Teatro Out Off con e con Extrabanca come partner, e' liberamente tratta dal libro della giornalista franco-algerina Leila Djitli 'Lettera a mia figlia che vuol portare il velo'.

Sulla scena ci sono due donne, una madre e una figlia entrambe di origini algerine, interpretate da Caterina Vertova e Alice Torriani. La prima, Fatima, si e' sempre battuta per l'integrazione, la liberta', i diritti delle donne musulmane.

Jasmine, sua figlia, ha venticinque anni, e sta per laurearsi in medicina, quando all'improvviso annuncia alla madre di voler portare il velo.

Fatima inghiotte la rabbia, cerca di dominare la delusione ma deve rinunciare a proibire, mentre il marito (Alessandro Haber, che appare solo in video), sempre stato estraneo alle loro vite, e' chiamato in causa senza successo. Si apre cosi' uno scenario sul quale si agitano i grandi temi del rapporto uomo-donna, dell'indipendenza, delle diversita', della fede e dell'integralismo. In un inevitabile scontro, destinato a stemperarsi nel terreno comune dell'amore e del rispetto reciproci, ma lasciando numerosi interrogativi aperti per lo spettatore. (ANSAmed).

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