Cinema: Qatar punta su settima arte, e riparte dai giovani

Denaro e partnership con Tribeca non bastano, serve formazione

16 luglio, 20:57

L'attore spagnolo Antonio Banderas al Doha Tribeca Film Festival, nell'ottobre 2011 - L'attore spagnolo Antonio Banderas al Doha Tribeca Film Festival, nell'ottobre 2011 -

(di Alma Safira) (ANSAmed) - DOHA, 16 LUG - Tre giovani qatarini Hassan Tariq, Dana Al Dosari e Talal Al Ansari partecipano al Giffoni International Film Festival, in corso a Giffoni Valle Piana (Salerno) dopo essere stati selezionati dal Doha Film Institute (DFI). La notizia e' stata riportata da tutti i giornali di Doha ed e' vissuta come un passo avanti verso la creazione di una cultura cinematografica nell'Emirato partendo proprio dalle nuove generazioni. Il DFI ha deciso di creare un'industria del cinema in un Paese che non ha ancora nessuna scuola di cinema e in cui spesso non vengono proiettati film internazionali di qualita'. La programmazione nei cinema di Doha e' infatti ampiamente censurata e si limita a proporre film di azione, commedie e produzioni di Bollywood.

Nonostante cio' il Qatar ha deciso attraverso il DFI di investire nel cinema e di attirare l'attenzione internazionale. Il processo e' cominciato con la creazione nel 2009 del Doha Tribeca Film Festival (DTFF), con tanto di tappeto rosso nel quartiere Katara di Doha su cui l'anno scorso ha sfilato anche Antonio Banderas, protagonista di ''Il principe del deserto'', film girato proprio fra le dune del Qatar.

Questo Festival nasce da una partnership tra il DFI e la Tribeca Enterprises di New York. Tuttavia, nonostante sia riuscito ad attirare a Doha alcune star del cinema, i giornali locali hanno denunciato la scarsa partecipazione della popolazione qatarina all'evento. Per questa ragione il DFI ha piu' recentemente intrapreso un processo dal basso per portare la cultura cinematografica in Qatar, questa volta sostenendo i talenti locali. Quest'anno e' stato inaugurato l'Hezayah, un corso di sceneggiatura in cui due autorita' del mondo del cinema internazionale come Christian Routh e Ziad Doueiri organizzano workshop con allievi selezionati. ''In Europa vi e' il problema di reperire i finanziamenti per i film, e poi vengono prodotti troppi film senza che vi sia un'audience effettiva per quel prodotto'' ha dichiarato Routh, ora a capo di due progetti di formazione alla EU MEDIA in Spagna. ''Nel Golfo non vi sono questi problemi. Non vi sono problemi di risorse finanziarie e non vi e' un problema di eccessive produzioni. Qui vi sono i problemi opposti: non vi sono abbastanza produttori, registi e attori'' ha aggiunto Routh.

Oltre a non avere gli svantaggi economici e di sovrapproduzione dell'Europa, il Qatar ha anche un vantaggio: ''Qui vi sono nuove storie da raccontare. Il pubblico mondiale e' annoiato dai film americani e c'e' un nuovo appetito per storie provenienti da diverse parti del mondo'' ha affermato Routh. In questo panorama il DFI ora ha due ambizioni. La prima e' quella di aumentare il numero di registi, sceneggiatori, attori qatarini. La seconda ambizione e' quella che Mahdi Ali Ali, Manager dello Sviluppo di Film nel Golfo al Doha Film Institute, definisce come un sogno. ''Portare i grandi registi di Hollywood a Doha'' afferma Ali Ali sorridendo. (ANSA).

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